Di recente i mercati si sono comportati come un delfino che si esibisce in spettacolari piroette, guizzando in alto e poi rituffandosi in mare. Gli osservatori spesso non sanno dove guardare per vederlo riapparire. Nelle ultime settimane lo stesso può dirsi dei listini, che balzano in alto la sera per poi precipitare in basso la mattina seguente. Come dovreste sfruttare, dunque, i movimenti di questi mercati non direzionali? A mio avviso, non dovreste proprio. Meglio lasciare che lo facciano i trader a breve termine e gli algoritmi dei computer. Se tuttavia il vostro obiettivo d'investimento è conseguire solidi rendimenti nel lungo periodo per sostenere future tasse universitarie o assicurarvi un tenore di vita adeguato dopo il pensionamento, è opportuno che vi poniate le seguenti domande:

 

  1. Contano davvero le notizie provenienti da Washington o da Wall Street? La risposta, dopo anni di attenta analisi dei dati empirici, è no. Le notizie sono importanti per gli elettori, ma solo raramente per gli investitori. E a mio avviso non hanno alcuna correlazione con i rendimenti.
  2. Quali sono, quindi, i fattori correlati con la performance degli investimenti a lungo termine? Stando alle mie esperienze, la generazione e il rendimento del free cash flow.
  3. Da cosa dipende il free cash flow? Ritengo che il free cash flow sia trainato dalla crescita economica, dai margini, da un'amministrazione competente del capitale e da una gestione aziendale solida.
  4. Quali altri parametri di valutazione vale la pena seguire? Il rapporto prezzo/free cash flow è molto importante, ma a mio giudizio lo sono anche il rapporto prezzo/valore contabile e il rapporto prezzo/utili corretto per il ciclo (CAPE), che al momento appaiono piuttosto elevati. 1

 

Il contesto più ampio

 

Al momento i media non fanno che parlare di guerre commerciali e di dazi. I dazi sono importanti, ma solo per alcune società e settori, nonché per i coltivatori di determinati prodotti. Dal punto di vista economico, non esercitano alcun impatto sul mercato nel suo complesso e non rivestono una rilevanza tale da renderli in grado di porre fine al ciclo economico. Gli sgravi fiscali varati di recente hanno un pes significativamente maggiore di tutti i dazi di cui si discute e fanno apparire irrilevanti le recenti decisioni adottate da Washington in materia di  cambi commerciali.

 

Per quanto riguarda la generazione di free cash flow, in termini di dollari investiti quest'ultima è inferiore ai massimi registrati, tuttavia rimane da vedere se evidenzierà un ulteriore incremento. Può darsi; ma le analisi da me condotte mostrano che la generazione futura di free cash flow è sotto pressione a causa dell'aumento delle spese salariali, dei costi di finanziamento e delle spese generali e amministrative. Il rendimento del free cash flow appare al momento meno promettente di quanto non fosse durante lo spettacolare incremento osservato in precedenza nel corso di questo lungo ciclo economico.

 

L'economia continua a espandersi e gli attivi vengono tuttora impiegati produttivamente, ma si colgono segnali indicanti un rallentamento della congiuntura globale. La crescita economica è necessaria, ma a mio parere non sufficiente per assicurare l'aumento degli utili e del cash flow. Affinché le società che generano flussi di cassa continuino a crescere, è necessario che il costo del capitale diminuisca, che i salari siano stabili o in calo, o che si verifichi un considerevole incremento della produttività.

 

Quindi, malgrado il recente ribasso, il prezzo d'ingresso nel mercato resta a mio avviso storicamente alto. Tenendo pertanto conto del rapporto rischio/rendimento, non ha senso essere interamente investiti fino a che i livelli dei prezzi degli attivi rischiosi non scenderanno ulteriormente.

 

Invece di inseguire i delfini, o le notizie, conviene dunque esaminare l'andamento del cash flow mantenendo al contempo un atteggiamento prudente. Per gli investitori che cercano acque meno turbolente in attesa di valutazioni più interessanti, il tratto a breve del mercato statunitense delle obbligazioni societarie investment grade dovrebbe offrire livelli di rischio più contenuti. Le obbligazioni societarie a breve termine di elevata qualità sono di recente divenute relativamente più appetibili grazie a una serie di fattori tecnici, primo fra cui il deflusso una tantum dalle obbligazioni societarie a breve scadenza, in ragione del rimpatrio dei capitali detenuti dalle società al di fuori degli Stati Uniti dopo l'approvazione della recente riforma fiscale.

 

 

1 Il rapporto prezzo/valore contabile (P/B) è il rapporto tra la quotazione di un’azione e il valore contabile per azione della società. Il rapporto prezzo/utili corretto per il ciclo, comunemente noto come CAPE, è un parametro di valutazione generalmente applicato all’indice S&P 500 del mercato azionario statunitense. È definito come il corso azionario diviso per l’utile medio calcolato su 10 anni (media mobile) e rettificato per l’inflazione.

 

Le performance passate non costituiscono garanzia di rendimenti futuri.

 

I giudizi espressi sono di MFS e sono soggetti a modifica in qualsiasi momento. Hanno scopo meramente informativo e non devono essere considerati una raccomandazione per l’acquisto di titoli né una sollecitazione o un consiglio d’investimento del Consulente.

 

Salvo diversa indicazione, i loghi e i nomi dei prodotti e dei servizi sono marchi di MFS® e delle sue affiliate e possono essere registrati in alcuni paesi.

 

Queste informazioni sono destinate esclusivamente a investitori professionali.

 

34792.26