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Questa Settimana
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Gli utili molto positivi compensano l’incertezza in Medio Oriente

Le principali notizie della settimana sull’economia globale e dal mondo delle imprese.

Nei mercati odierni in rapido cambiamento, l’utilità delle nostre analisi può fare la differenza.

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Settimana al 24 luglio 2026

A mezzogiorno di venerdì i mercati azionari globali risultano in lieve ribasso nella settimana sulla scorta dell’aumento del prezzo del petrolio e dei rendimenti obbligazionari, mentre le aziende stanno pubblicando risultati molto positivi. Il rendimento dei Treasury decennali è salito di 13 punti base al 4,68%, mentre il prezzo del greggio WTI è aumentato di 8 dollari attestandosi a 89,60 dollari al barile. La volatilità, misurata dai future nell’indice CBOE Volatility (VIX), è rimasta pressoché invariata a 19,1.

NOTIZIE MACROECONOMICHE

Si amplia il conflitto tra Iran e Stati Uniti

Questa settimana il conflitto in Medio Oriente si è allargato ad altri Paesi, prima con il blocco navale imposto dagli Houthis all’Arabia Saudita, poi con l’attacco a due petroliere saudite nel Mar Rosso. In risposta alle interruzioni delle forniture, gli acquirenti di petrolio dell’Asia del Sud stanno valutando il reindirizzamento delle navi saudite attraverso il Canale di Suez e la circumnavigazione del continente africano. I tempi di consegna potrebbero dunque allungarsi di un mese. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che considererà l’Iran e gli Houthis ugualmente responsabili della situazione.

Gli attacchi da parte degli Stati Uniti si sono intensificati dopo che questa settimana quattro americani hanno perso la vita nella regione. Trump ha detto che l’Iran pagherà “a caro prezzo” per la morte delle truppe americane e ha minacciato di distruggere un ponte o una centrale elettrica in Iran, anche a Teheran, ogni volta che l’Iran lancerà un missile o un drone contro una nave nello stretto. A sua volta, l’Iran ha minacciato di attaccare le centrali dell’energia in caso di attacco alle sue infrastrutture, e il Portavoce parlamentare Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che la situazione nello stretto “non tornerà alle condizioni prima della guerra” e che “se la sicurezza dell’Iran non venisse garantita, nessuna infrastruttura sarebbe al sicuro.” Il Ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che coloro che appoggeranno gli attacchi degli Stati Uniti verranno considerati “obiettivi legittimi”. Ha poi promesso una reazione “occhio per occhio”, mentre il Segretario di stato americano Marco Rubio ha risposto che la reazione americana sarà ancora più pesante, usando l’espressione “una testa per un occhio”. Mercoledì il Pentagono ha reso noto che la guerra finora è costata circa 37,5 miliardi di dollari.

Giovedì mattina Trump ha dichiarato ad Axios che starebbe valutando seriamente la ripresa delle operazioni militari in Iran, con attacchi ancora più pesanti di quelli avvenuti durante la prima fase del conflitto. Venerdì l’Iran avrebbe rifiutato la proposta di cessate il fuoco presentata dal primo ministro dell’Iraq.

Rendimenti obbligazionari e prezzo del petrolio in rialzo

I rendimenti obbligazionari globali sono aumentati molto questa settimana, e il prezzo del Brent ha toccato la soglia dei 100 dollari al barile. Il rendimento dei titoli del Tesoro decennali è salito al 4,71%, il livello massimo da gennaio 2025, alimentando le previsioni di rialzi dei tassi nei mercati sviluppati. La Banca Centrale Europea ha mantenuto i tassi invariati al 2,25% e ha ribadito che le sue decisioni si baseranno sui dati e verranno prese di volta in volta; tuttavia, ha lasciato intendere che è probabile un aumento dei tassi a settembre. I mercati scontano una stretta di 43 punti base da parte della Federal Reserve entro fine anno, di 45 punti base da parte delle BCE, e di 44 punti base da parte della Bank of England.

La danza dei dazi continua

Alla scadenza dei dazi temporanei globali del 10% venerdì, l’amministrazione Trump ha imposto a 60 partner commerciali nuovi dazi fino al 12,5%, appellandosi alle regole permissive contro il lavoro forzato in conformità alla Section 301 del Trade Act del 1974. La Corte Suprema, all’inizio dell’anno, aveva annullato i dazi imposti da Trump che aveva invocato i poteri presidenziali d’emergenza, e aveva invece invitato l’amministrazione ad appellarsi ad altre forme di autorità per l’imposizione dei dazi.

Lunedì il Presidente Trump ha annunciato dazi del 50% su alcuni prodotti importati dal Canada in riferimento alla Sezione 338 del Tariff Act del 1930, una disposizione che consente al Presidente di imporre dazi fino al 50% senza l’approvazione del Congresso ai Paesi che adottano pratiche commerciali considerate discriminatorie nei confronti degli Stati Uniti. A differenza dei dazi imposti in precedenza, i prodotti che rientrano nell’accordo tra Stati Uniti, Messico e Canada non saranno più esenti dai dazi. L’amministrazione ha aggiunto che i negoziati per l’accordo USMCA procedono meglio con il Messico che con il Canada. Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha reso noto di aver concordato con Trump di intensificare le trattative per trovare al più presto un accordo commerciale. Giovedì Carney ha aggiunto che “tutto è possibile” qualora non si trovi l’accordo commerciale con gli Stati Uniti entro il 19 agosto.

Trump ha annunciato che i produttori di farmaci generici dovranno spostare la produzione negli Stati Uniti oppure subiranno una tassa sulle importazioni del 100% a partire da agosto 2028 e del 200% da agosto 2029. Il Rappresentante del Commercio USA, Jamieson Greer, ha spiegato che gli Stati Uniti considerano la “distillazione” dell’intelligenza artificiale una forma di furto della proprietà intellettuale. Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero imporre sanzioni ai modelli di intelligenza artificiale per il furto di proprietà intellettuale, ma ha anche confermato il suo sostegno per i modelli open source. In un episodio che sembra tratto da un film di fantascienza, OpenAI ha scoperto un incidente informatico “senza precedenti” in cui un agente di intelligenza artificiale durante un test di sicurezza ha ottenuto l’accesso a Internet e ha hackerato i server di un concorrente.

Preoccupazione per gli investimenti nell’intelligenza artificiale

Le azioni delle società di semiconduttori e intelligenza artificiale si sono trovate nuovamente sotto pressione questa settimana. L’indice Philadelphia Semiconductor è entrato in una fase di ribasso tecnico, per poi recuperare leggermente, alla pubblicazione dei rapporti agli investitori secondo i quali i progetti dei data centre per l’intelligenza artificiale subiranno ritardi e perdite multimiliardarie, mentre c’è preoccupazione per il potenziale di rendimento degli investimenti. Il dibattito sui modelli di intelligenza artificiale open-weight alimenta l’incertezza; l’accesso a modelli a più basso costo potrebbe stimolare la produttività attraverso l’adozione di sistemi più rapidi e più economici, ma ciò farebbe aumentare anche i rischi infrastrutturali e accelerare la frammentazione geopolitica, con l’emergere di tecnologie concorrenti.

IN BREVE

Grazie alla tregua di giugno in Medio Oriente, gli indici PMI globali sono saliti parecchio il mese scorso.

Paese o regione

PMI manifatturiero

PMI servizi

PMI composito

Stati Uniti (S&P)

da 53,9 a 53,8

da 51,2 a 53,6

da 51,9 a 53,6

Eurozona

da 51,4 a 52,0

da 49,4 a 51,6

da 50,0 a 51,9

Regno Unito

da 52,5 a 52,8

da 48,8 a 51,8

da 49,3 a 52,1

Giappone

da 54,8 a 54,7

da 52,2 a 51,9

da 52,8 a 53,1

Le richieste di disoccupazione settimanali negli Stati Uniti sono scese a 187.000 nella settimana al 18 luglio, il livello minimo da settembre 1969, nonché il segnale che, con un mercato del lavoro robusto, la Federal Reserve potrà concentrarsi sull’inflazione.

Il Giappone è pronto a intervenire ora che lo yen è sceso al livello minimo rispetto al dollaro dal 1986. I funzionari della banca centrale sarebbero pronti ad alzare i tassi di interesse più rapidamente rispetto al consensus poiché la debolezza dello yen incrementa il rischio di un aumento dell’inflazione.

La Cina è intervenuta come non faceva da anni per stabilizzare il mercato azionario dopo il crollo dei titoli tecnologici. Domenica, i fondi collegati al governo centrale hanno dichiarato di aver acquistato azioni per circa 60 miliardi di renmimbi (8,9 miliardi di dollari) al fine di sostenere gli indici cinesi lunedì, mentre gli altri mercati asiatici sono crollati. L’indice tecnologico STAR 50 martedì ha guadagnato l’11%, il miglior guadagno giornaliero in circa due anni, dopo aver perso quasi il 17% durante la settimana precedente.

Dopo che l’Unione Europea ha assestato un nuovo colpo a Google giovedì, con una multa da un miliardo di dollari, l’amministrazione Trump ha dichiarato che la multa rappresenta una minaccia concreta per i legami commerciali tra Stati Uniti e UE.

Andy Burnham ha assunto la carica di primo ministro del Regno Unito e ha nominato John Healey come Cancelliere. Burnham ha dichiarato che le norme fiscali del governo verranno rispettate, ma con tutta la flessibilità necessaria. Healey ha annunciato che la sua priorità sarà la disciplina fiscale e si è impegnato a stimolare la creazione di ricchezza. 

Grazie al clima insolitamente caldo e alla Coppa del Mondo, le vendite al dettaglio nel Regno Unito sono aumentate più del previsto, ovvero del 4,2% su base annua.

Secondo PitchBook, il valore patrimoniale netto delle risorse private equity statunitensi bloccate nei fondi da almeno dieci anni (ovvero ben oltre la durata prevista) avrebbe raggiunto il massimo record di 348,5 miliardi di dollari a fine 2025, circa 3,5 volte il livello del 2015 e oltre 100 volte quello del 2005. 

Mercoledì, Stati Uniti e Arabia Saudita erano vicini alla finalizzazione di un accordo di condivisione della tecnologia nucleare che potrebbe consentire alle società americane di costruire reattori nel Paese. Giovedì il Presidente Trump ha però dichiarato che l’Arabia Saudita avrebbe concordato di normalizzare i rapporti con Israele per poter ottenere la tecnologia, alimentando dei dubbi sull’accordo.

Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha presentato un nuovo sistema sulle fusioni per valutare come le operazioni di concentrazione possono ridurre la concorrenza.

Il governo cinese si è impegnato a centrare l’obiettivo di crescita annuale del 4,5-5% dopo che la crescita del 2° trimestre è risultata inferiore al range ufficiale. Il Politburo prevedibilmente cercherà di accelerare le emissioni obbligazionarie per finanziare la spesa per le infrastrutture, mentre la domanda locale resta debole.

NOTIZIE SUGLI UTILI

Nonostante le aspettative elevate, finora la stagione degli utili si è dimostrata molto positiva. Circa il 27% dei costituenti dell’indice S&P 500 ha pubblicato i risultati del trimestre. Secondo FactSet, gli utili per azione (che abbinano i dati già pubblicati e le stime per le imprese che non li hanno ancora resi noti) sono saliti del 38% circa rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. Nello stesso periodo le vendite al dettaglio sono salite del 12,9%. 

LA PROSSIMA SETTIMANA

Lunedì: ordini di beni durevoli negli Stati Uniti.

Martedì: bilancia commerciale degli Stati Uniti.

Mercoledì: incontro dell’FOMC.

Giovedì: Pil e disoccupazione nell’Eurozona, incontro della Bank of England, PCE core e Pil del 2° trimestre negli Stati Uniti.

Venerdì: incontro della Banca del Giappone, indice dei prezzi al consumo nell’Eurozona.

 

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Le opinioni espresse in questo articolo sono le opinioni di MFS e possono cambiare in qualsiasi momento. Le stime non possono essere garantite.

I rendimenti passati non sono garanzia dei risultati futuri.

Fonti: MFS research, Wall Street Journal, Financial Times, Reuters, Bloomberg News, FactSet Research.

AUTORE

Jamie Coleman
Senior Strategist, Strategy and Insights Group

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