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Questa Settimana
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Il conflitto in Medio Oriente agita i mercati

Le principali notizie della settimana sull’economia globale e dal mondo delle imprese.

Nei mercati odierni in rapido cambiamento, l’utilità delle nostre analisi può fare la differenza.

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AUTORE

Michael Miranda
Strategist, Strategy and Insights Group

Settimana al 6 marzo 2026

A mezzogiorno di venerdì, i mercati azionari globali risultano al ribasso nella settimana. Il rendimento dei titoli del Tesoro decennali è aumentato dal 3,94% di una settimana fa al 4,18%. Il prezzo del greggio WTI è aumentato di circa 21 dollari dallo scorso venerdì, attestandosi a 88,03 dollari al barile. La volatilità misurata dai contratti future del CBOE Volatility Index (VIX) è salita da 19,86 a 27,69.

NOTIZIE MACROECONOMICHE

Sette giorni di attacchi da parte degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran

Nel fine settimana Israele e Stati Uniti hanno iniziato gli attacchi aerei contro l’Iran dopo il fallimento dei negoziati sul programma nucleare e missilistico iraniano. L’obiettivo di Stati Uniti e Israele è di indebolire e possibilmente sostituire il regime iraniano al fine di ridurne il potere nella regione e ridimensionare le ambizioni nucleari del Paese. Gli attacchi aerei hanno portato all’uccisione del leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei, e di altri funzionari di alto grado. L’Iran ha reagito lanciando missili contro Israele e le basi americane in Medio Oriente e ha chiuso lo Stretto di Hormuz, un canale importante per il trasporto di petrolio in tutto il mondo. Di conseguenza il prezzo del petrolio è salito molto e i mercati azionari globali hanno registrato un aumento della volatilità.

Nuove aspettative sui tassi nell’Eurozona

Il conflitto in Medio Oriente incide sulle aspettative per l’andamento dei tassi di interesse in tutta Europa. L’Europa fa molto affidamento sulle importazioni di energia, anche dal Medio Oriente, per cui è più vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi dell’energia. Cambiano dunque le aspettative sulla politica monetaria della BCE rispetto alla settimana precedente: nel 2026 non si prevede più un taglio bensì un aumento dei tassi. Una traiettoria analoga è emersa nel Regno Unito durante la settimana quando le previsioni sui tassi d’interesse sono passate progressivamente da due tagli a uno, e poi a nessun taglio nel 2026.

Il numero dei salariati non agricoli scende inaspettatamente a febbraio

Il numero dei salariati (escluso il settore agricolo ) negli Stati Uniti a febbraio è diminuito inaspettatamente di 92 mila unità, mentre si prevedeva un aumento di 55 mila posti di lavoro. Di conseguenza il tasso di disoccupazione è salito al 4,4%. L’occupazione nel settore sanitario è scesa principalmente a causa di uno sciopero dei lavoratori di Kaiser Permanente e del clima invernale particolarmente rigido. Da ciò dipende buona parte del calo complessivo dei posti di lavoro a febbraio. La crescita dell’occupazione aveva accelerato a gennaio, ma il nuovo rapporto ha riacceso i timori sulla ripresa del mercato del lavoro dopo il rallentamento del 2025, che è stato l’anno peggiore per le assunzioni in una fase non di recessione. Abbiamo assistito a un rally dei titoli del Tesoro, e le aspettative del mercato sui tagli dei tassi da parte della Fed sono aumentate di conseguenza.

IN BREVE

Gli indici PMI globali a febbraio hanno in genere guadagnato terreno, grazie al miglioramento dell’indice manifatturiero in Giappone e dei servizi negli Stati Uniti.

Paese o regione

PMI manifatturiero

PMI servizi

PMI composito

Stati Uniti (ISM)

da 52,6 a 52,4

da 53,8 a 56,1

n/d

Eurozona

da 49,5 a 50,8

da 51,6 a 51,9

da 51,3 a 51,9

Regno Unito

da 51,8 a 51,7

da 54,0 a 53,9

da 53,7 a 53,7

Giappone

da 51,5 a 53,0

da 53,7 a 53,8

da 53,1 a 53,9

Cina

da 49,3 a 49,0

da 49,4 a 49,5

da 49,8 a 49,5

Globale (JPM)

da 50,9 a 51,9

da 52,4 a 53,4

da 52,6 a 53,3

Il governatore della Federal Reserve Christopher Waller venerdì mattina ha dichiarato che il recente incremento dei prezzi dell’energia difficilmente porterà a un aumento sostenuto dell’inflazione o a un intervento da parte della banca centrale.

L’amministrazione Trump sta valutando l’introduzione di permessi per la vendita di chip destinati all’intelligenza artificiale su scala globale. I funzionari del Dipartimento del Commercio hanno preparato la bozza delle nuove norme che limiterebbero le spedizioni di chip per l’intelligenza artificiale al di fuori degli Stati Uniti senza l’approvazione del governo. Il governo americano avrebbe così maggiore controllo sulla disponibilità di risorse degli altri Paesi destinate allo sviluppo di un’infrastruttura per l’intelligenza artificiale.

Il Pil del 4° trimestre dell’Eurozona è stato rivisto al ribasso dallo 0,3% allo 0,2%, principalmente per la flessione più ampia del previsto in Irlanda. Il Pil dell’Eurozona dovrebbe comunque crescere dell’1% nel 2026, nonostante le probabili ripercussioni del conflitto in Medio Oriente sulla crescita economica in Europa.

A febbraio l’indice dei prezzi al consumo nell’Eurozona è salito dell’1,9% su base annua, superando le previsioni dell’1,7%. L’indice dei prezzi al consumo core è aumentato del 2,4% rispetto all’anno precedente, mentre le previsioni di consensus indicavano un aumento del 2,2%. Il costo dei servizi e gli aumenti dei prezzi dell’energia hanno contribuito all’accelerazione dei prezzi e complicato la traiettoria disinflazionistica della BCE.

A gennaio le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono scese dello 0,2% rispetto al mese precedente, mentre si prevedeva un calo del 3%. Una flessione delle vendite era prevedibile a causa della tempesta invernale Storm Fern e del calo delle vendite di automobili.

Il prezzo medio di un’abitazione nel Regno Unito è aumentato dello 0,3% su base mensile (1,3% annuale) e a febbraio ha toccato un nuovo livello massimo di 301.151 sterline.

Il Pil dell’Australia è aumentato dello 0,8% su base trimestrale, inferiore alle previsioni dell’1%. Il tasso di crescita annuale del 2,6% è comunque il più elevato in quasi tre anni.

La Cina prevede un aumento del Pil di oltre 870 miliardi di dollari nel 2026, e i funzionari cinesi hanno ribadito l’intenzione di tagliare i tassi d’interesse e le riserve obbligatorie.

LA PROSSIMA SETTIMANA

Domenica: indice dei prezzi al consumo e alla produzione in Cina.

Lunedì: Pil del Giappone (definitivo).

Martedì: vendite di abitazioni esistenti negli Stati Uniti.

Mercoledì: indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti.

Giovedì: nuove costruzioni e vendite di abitazioni esistenti negli Stati Uniti.

Venerdì: Pil del Regno Unito, PCE e Pil degli Stati Uniti (secondo dato preliminare), occupazione in Canada.

 

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Fonti: MFS research, Wall Street Journal, Financial Times, Reuters, Bloomberg News, FactSet Research.

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