Mercati a livelli record mentre rientrano i rischi geopolitici
Le principali notizie della settimana sull’economia globale e dal mondo delle imprese.
Nei mercati odierni in rapido cambiamento, l’utilità delle nostre analisi può fare la differenza.
AUTORE
Jamie Coleman
Senior Strategist, Strategy and Insights Group
Settimana al 17 aprile 2026
A mezzogiorno di venerdì, i mercati azionari globali scambiavano intorno ai massimi record grazie al raffreddamento delle tensioni in Medio Oriente, ai segnali che l’economia americana sembra aver attutito gli effetti del conflitto e all’attenzione rivolta alle infrastrutture dell’intelligenza artificiale. Il rendimento dei titoli del Tesoro decennali è sceso di 10 punti base dalla settimana scorsa al 4,23% poiché si iniziano a scontare i tagli della Fed. La riapertura dello Stretto di Hormuz ha fatto scendere il prezzo del greggio WTI di circa 16,50 dollari a 82,50 dollari al barile. La volatilità, misurata dall’indice CBOE Volatility (VIX), è rimasta pressoché stabile rispetto alla settimana precedente a 20.
LA CRISI IN IRAN
Continuano i negoziati per il cessate il fuoco, riapre lo Stretto di Hormuz
Nonostante gli Stati Uniti e l’Iran non abbiano trovato un accordo lo scorso fine settimana a Islamabad, il lavoro degli intermediari continua e le trattative proseguiranno nel weekend. Al fallimento dei negoziati la scorsa settimana gli Stati Uniti hanno annunciato il blocco delle navi da e verso i porti iraniani, che è iniziato martedì mattina e che blocca il flusso di introiti del governo iraniano provenienti dalla vendita del petrolio. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, giovedì pomeriggio, si è detto ottimista sulla possibilità di trovare un accordo sul programma nucleare iraniano e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. A inizio settimana, Trump ha dichiarato a Fox Business che la guerra sta per finire. Giovedì Trump ha lasciato intendere che l’Iran avrebbe accettato di chiudere il programma di arricchimento dell’uranio e dello sviluppo di un’arma nucleare. Teheran non ha confermato.
Venerdì mattina il Ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha annunciato che, a seguito del cessate il fuoco in Libano, il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz è “completamente aperto” per tutte le navi commerciali e per la durata del cessate il fuoco. Il Presidente Trump si è detto soddisfatto della riapertura, però ha confermato che il blocco navale continuerà finché “i negoziati” con l’Iran non saranno finiti, un processo che dovrebbe essere più rapido ora che la maggior parte dei punti in discussione è stata chiarita. Trump ha poi aggiunto che gli Stati Uniti stanno lavorando con l’Iran per togliere le mine nello Stretto.
Venerdì, prima dell’apertura dei mercati, si è inoltre diffusa la notizia di un possibile accordo sull’uranio in base al quale gli Stati Uniti pagherebbero 20 miliardi di dollari per le riserve di uranio arricchito dell’Iran, ma il Presidente Trump ha poi negato la notizia sui social media.
La Cina continua a fare pressioni sull’Iran affinché riapra lo stretto, accetti il cessate il fuoco e prosegua con i colloqui di pace, mentre gli Stati Uniti hanno minacciato l’imposizione di dazi del 50% sulle importazioni dalla Cina a seguito delle voci che la Cina starebbe inviando armi in Iran. Mercoledì Trump ha detto che il Presidente cinese Xi Jinping gli avrebbe assicurato che la Cina non ha sottoscritto nessun accordo sull’invio di armi in Iran.
Il Tesoro degli Stati Uniti questa settimana ha annunciato che la sospensione temporanea delle sanzioni sul petrolio iraniano e russo scadrà nei prossimi giorni.
NOTIZIE MACROECONOMICHE
Fissata per martedì l’udienza per la conferma di Warsh
L’udienza della Commissione bancaria del Senato degli Stati Uniti per la conferma di Kevin Warsh si terrà martedì, nonostante 11 Democratici della Commissione abbiano chiesto al presidente Tim Scott di rinviare l’udienza finché l’amministrazione Trump non chiuderà le indagini sul Presidente della Federal Reserve Jerome Powell e sul Governatore Lisa Cook. Inoltre, il Senatore repubblicano Thom Tillis, il cui voto è necessario per la nomina, ha detto ripetutamente che non voterà finché l’indagine riguardante Powell non verrà chiusa. Mercoledì il leader della maggioranza al Senato John Thune ha dichiarato che “chiudere l’indagine è nel migliore interesse di tutti”. Tuttavia, il Presidente Trump finora è stato irremovibile, non intende lasciare cadere le accuse e ha minacciato di licenziare Powell se non lascerà la banca centrale alla scadenza del mandato il 15 maggio.
I dati ad alta frequenza resistono nonostante il conflitto
Solitamente non diamo particolare peso ai sondaggi regionali della Fed, come l’indice Empire State Manufacturing o la Fed di Philadelphia. Vale però la pena di tenerli d’occhio in considerazione del conflitto in Medio Oriente. Logicamente, se la guerra minasse seriamente la fiducia delle imprese, questi indicatori sarebbero i primi a riflettere tale tendenza. Questa settimana l’indice Empire State Manufacturing di aprile è salito da -0,2% di marzo all’11%, mentre il sondaggio della Fed di Philadelphia è salito da 18,1 a 26,7. Negli ultimi anni questi dati sono stati tendenzialmente volatili e dunque non sono un buon indicatore dell’andamento futuro dell’economia americana, tuttavia è interessante notare che, unitamente alle richieste di disoccupazione settimanali contenute e ai consumi robusti (sulla base dei dati delle carte di credito), indicano che l’economia americana sta attutendo bene gli effetti dell’impennata dei prezzi dell’energia.
Ripresa record
L’S&P 500 questa settimana si avvia a superare la soglia di 7.000. Il mercato è risalito su nuovi massimi in soli 11 giorni, la ripresa più rapida in 75 anni dopo una correzione dell’8% o più. In 75 anni ci sono voluti mediamente 197 giorni per una ripresa di tale portata. Dopo aver toccato i nuovi massimi a seguito di una flessione dell’8% circa, storicamente il mercato si è ripreso nel giro di sei mesi il 72% delle volte.
IN BREVE
A marzo i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono saliti dello 0,5% rispetto al mese precedente, meno del previsto 1,1%. Rispetto all’anno precedente, l’indice dei prezzi alla produzione è aumentato del 4%, mentre si prevedeva un incremento del 4,4%. L’inflazione core è aumentata dello 0,2% nel mese e del 3,8% rispetto a un anno fa, meno del previsto.
La Germania ridurrà l’imposta sulla benzina di 17 centesimi al litro nei prossimi due mesi per attutire l’impatto dell’impennata dei costi del carburante, mentre il governo francese sta studiando un piano per contenere gli aumenti. Questa settimana il Canada ha annunciato che sospenderà l’imposta sul carburante fino alla fine dell’estate.
Secondo gli analisti di Goldman Sachs, il PCE core USA chiuderà l’anno al 2,5%, lo 0,3% in più rispetto alle stime prima della guerra in Iran.
A marzo le vendite di abitazioni esistenti negli Stati Uniti sono diminuite del 3,6% attestandosi a 3,98 milioni annui. Il prezzo medio di una casa è aumentato dell’1,4% a 408.800 dollari.
Dopo tre vittorie elettorali, il Primo Ministro canadese Mark Carney si è assicurato la maggioranza parlamentare per il Partito Liberale al governo.
Il Presidente Trump ha nominato Erin Browne, senior executive di PIMCO, come sottosegretario del Tesoro per gli affari internazionali.
Mentre si trovava a Washington per l’incontro di primavera del Fondo Monetario Internazionale, il Presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde ha dichiarato che, a seguito della guerra in Medio Oriente, la banca centrale deve essere “agile” e basarsi sui dati. Anche se la BCE non è orientata ad adottare un approccio restrittivo, qualora necessario sarebbe pronta a intervenire, ha aggiunto Lagarde.
Gli Stati Uniti hanno ridotto le sanzioni per le banche venezuelane al fine di contribuire alla stabilizzazione dell’economia del Paese, incrementare gli introiti dal petrolio e incentivare gli investimenti statunitensi.
L’amministrazione Trump sta mettendo a punto un sistema, che dovrebbe lanciare la prossima settimana, per rimborsare gli importatori americani dopo che la Corte Suprema ha annullato i dazi IEEPA. I rimborsi potrebbero rappresentare, più avanti durante l’anno, un incentivo fiscale inaspettato per l’economia del Paese.
L’FMI questa settimana ha avvertito che, in mancanza di un piano di consolidamento del debito degli Stati Uniti, il premio per la sicurezza dei Treasury si sta riducendo.
Questa settimana l’Energy Information Administration ha comunicato che le esportazioni complessive di petrolio degli Stati Uniti sono salite a un massimo record. La scorsa settimana il totale del greggio più le esportazioni di prodotti petroliferi è salito a 12,7 milioni di barili al giorno.
Secondo il Beige Book della Fed, la maggior parte dei distretti ha registrato una crescita tra debole e modesta, l’aumento dei prezzi è stato nel complesso moderato e l’occupazione è stabile e in aumento in quasi tutti i distretti. La guerra in Medio Oriente viene citata come la principale fonte di incertezza.
L’economia cinese è cresciuta più rapidamente nel primo trimestre, trainata dal settore manifatturiero, sulla base dei dati pubblicati giovedì. Nel 1° trimestre il Pil è cresciuto a un tasso annuo del 5%, in aumento rispetto al 4,5% del 4° trimestre del 2025. Le vendite al dettaglio sono salite dell’1,7% rispetto all’anno precedente, ovvero più lentamente della previsione del 2,4%. La produzione industriale è aumentata del 5,7% su base annua, mentre le vendite di abitazioni sono scese del 18,5%. Dai dati emerge che, mentre le esportazioni restano robuste, i consumi locali sono ancora sotto la media.
NOTIZIE SUGLI UTILI
Circa il 10% dei costituenti dell’indice S&P 500 ha pubblicato i risultati del trimestre. Secondo FactSet, gli utili per azione (che abbinano i dati già pubblicati e le stime per le imprese che non li hanno ancora resi noti) sono saliti del 12,9% circa rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. Nello stesso periodo, le vendite al dettaglio sono salite del 9,8%.
LA PROSSIMA SETTIMANA
Lunedì: indice dei prezzi al consumo in Canada.
Martedì: vendite al dettaglio negli Stati Uniti, disoccupazione nel Regno Unito.
Mercoledì: bilancia commerciale del Giappone, indice dei prezzi al consumo nel Regno Unito.
Giovedì: indici PMI preliminari globali.
Venerdì: indice dei prezzi al consumo in Giappone, vendite al dettaglio nel Regno Unito, vendite al dettaglio in Canada.
Restare concentrati sull’obiettivo e diversificare
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Fonti: MFS research, Wall Street Journal, Financial Times, Reuters, Bloomberg News, FactSet Research.