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Questa Settimana
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Mercati azionari in ribasso poiché svaniscono le speranze di un cessate il fuoco

Le principali notizie della settimana sull’economia globale e dal mondo delle imprese.

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AUTORE

Jamie Coleman
Senior Strategist, Strategy and Insights Group

Settimana al 27 marzo 2026

A mezzogiorno di venerdì, i mercati azionari globali risultano al ribasso nella settimana dopo che si è dissolto l’ottimismo sul possibile cessate il fuoco in Iran. Il rendimento dei titoli del Tesoro decennali ha continuato ad aumentare, salendo di 13 punti base al 4,45%. Il prezzo del greggio WTI è invariato a 97 dollari al barile. La volatilità misurata dai contratti future del CBOE Volatility Index (VIX) è salita da 23,8 della scorsa settimana a 25,7.

LA CRISI IN IRAN

L’Iran respinge il piano di pace in 15 punti degli Stati Uniti

Questa settimana gli Stati Uniti, tramite intermediari, hanno presentato un documento con una serie di precondizioni per mettere fine alla guerra con l’Iran. Secondo il Wall Street Journal, tali condizioni comprendono le seguenti richieste: l’Iran deve smantellare i principali impianti nucleari e chiudere il programma di arricchimento dell’uranio sul suolo iraniano, sospendere il piano che riguarda i missili balistici, tagliare gli aiuti agli alleati e riaprire completamente lo Stretto di Hormuz. In cambio, verrebbero ritirate le sanzioni collegate al nucleare imposte all’Iran.

Giovedì l’Iran ha respinto il piano affermando che “l’aggressione e gli omicidi” perpetrati dagli Stati Uniti devono finire, gli Stati Uniti devono garantire la fine del conflitto e l’Iran deve mantiene il controllo sullo Stretto di Hormuz. Non si sa se le dichiarazioni pubbliche dell’Iran siano in linea con i negoziati non ufficiali da parte dei membri del regime. Durante una riunione di governo, il Presidente Trump giovedì ha dichiarato che l’Iran, in segno di buona fede, ha concesso il passaggio attraverso lo stretto di 10 petroliere pakistane. Secondo le stime di Morgan Stanley, questa settimana una dozzina di petroliere è passata attraverso il canale; un chiaro segnale di miglioramento.

Qualora i tentativi diplomatici fallissero, gli Stati Uniti sarebbero pronti a un intervento militare per porre fine al conflitto, tra l’altro attraverso il blocco o il sequestro di Kharg Island, il principale terminal iraniano per l’esportazione del petrolio, l’invasione di Larak e di un’altra isola strategica vicino allo Stretto di Hormuz, e il blocco o il sequestro delle navi che trasportano petrolio iraniano nella parte orientale dello Stretto.

L’attacco dell’Iran alla base congiunta anglo-americana sull’isola di Diego Garcia nell’Oceano indiano, che sembrava fuori dalla portata dei missili iraniani, ha attirato parecchia attenzione questa settimana poiché ha dimostrato che i missili iraniani sono in grado di raggiungere l’Europa. Sulla scorta dei continui attacchi dell’Iran alle infrastrutture dei Paesi limitrofi, i Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti stanno considerando di entrare in guerra.

Giovedì pomeriggio Trump ha confermato che la sospensione degli attacchi contro le infrastrutture dell’energia iraniane annunciata lo scorso fine settimana durerà fino al 6 aprile poiché le trattative “stanno andando molto bene”.

Oltre a una seconda spedizione di marine e l’invio della 82° divisione aerea in Medio Oriente, gli Stati Uniti stanno valutando l’invio di 10.000 soldati nei prossimi giorni.

IN BREVE

Paese o regione

PMI manifatturiero

PMI servizi

PMI composito

Stati Uniti (S&P)

da 51,6 a 52,4

da 51,7 a 51,1

da 51,9 a 51,4

Eurozona

da 50,8 a 51,4

da 51,9 a 50,1

da 51,9 a 50,5

Regno Unito

da 51,7 a 51,4

da 53,9 a 51,2

da 53,7 a 51,0

Giappone

da 53,0 a 51,4

da 53,8 a 52,8

da 53,9 a 52,5

 

A causa degli sconvolgimenti in corso in Medio Oriente, dai dati PMI emerge che i prezzi delle risorse sono aumentati nei Paesi sviluppati, in particolare in Europa, con un incremento di oltre il 10%. Si allungano inoltre i tempi di consegna, a conferma delle difficoltà delle catene di distribuzione. Le pressioni sui prezzi negli Stati Uniti sembrano meno pronunciate.

Il summit tra il Presidente Trump e il presidente cinese Xi Jinping è stato rinviato al 14 e 15 maggio a Beijing.

Giovedì il Parlamento europeo ha approvato l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti con 417 voti favorevoli e 154 contrari.

I prezzi dei circuiti integrati di memoria sono scesi questa settimana alla notizia che un algoritmo sviluppato da Google sarebbe in grado di ridurre di almeno sei volte la memoria necessaria per il funzionamento dei grandi modelli linguistici. La scoperta potrebbe risolvere il problema della carenza di circuiti e ridurre il costo per le applicazioni di intelligenza artificiale.

Rengo, l’associazione che raggruppa i sindacati dei lavoratori giapponesi, ha pubblicato il rapporto iniziale sulle negoziazioni salariali per il 2026, che indicano un aumento medio del 5,26%. Nel complesso, il rapporto segnala che le dinamiche salariali in Giappone restano positive.

Venerdì Ucraina e Arabia Saudita hanno firmato un accordo quadro per futuri contratti militari, principalmente nel campo della difesa aerea e dei droni.

Secondo Goldman Sachs, anche se gli shock nell’offerta di petrolio rallentano la crescita del lavoro e fanno aumentare la disoccupazione, hanno una portata del 30% circa rispetto a quella del periodo 1975-1999, probabilmente per via del minor peso del petrolio nel Pil degli Stati Uniti e dell’aumento della produzione interna di scisto.

I Paesi asiatici stanno prendendo in considerazione provvedimenti simili al periodo della pandemia da Covid, tra cui il lavoro da remoto, per gestire la carenza di carburante.

Il Senato degli Stati Uniti venerdì mattina ha approvato una legge che finanzia la maggior parte delle attività del Dipartimento della sicurezza nazionale. Se venisse approvata dalla Camera dei Rappresentanti, le lunghe code ai controlli di sicurezza degli aeroporti del Paese dovrebbero ridursi.

Secondo il Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, i mercati stanno sottovalutando i rischi della guerra in Medio Oriente.

Secondo il verbale di un’udienza a porte chiuse di inizio mese, un pubblico ministero federale interrogato da un giudice ha ammesso che l’indagine del Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti sul progetto di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della Federal Reserve non ha rilevato alcun reato.

Il deficit delle partite correnti degli Stati Uniti del 4° trimestre è sceso da 239,1 miliardi di dollari nel 3° trimestre a 190 miliardi di dollari. Le partite correnti comprendono gli scambi di beni e servizi e il reddito netto degli investimenti esteri.

In un sondaggio tra circa 200 produttori di gas e petrolio condotto dalla Fed di Dallas, il 50% degli intervistati non prevede alcun aumento dei pozzi quest’anno, mentre il 47% prevede un aumento delle perforazioni tra minimo e consistente. Gli intervistati prevedono un prezzo di 74 dollari al barile per il greggio West Texas Intermediate entro la fine del 2026.

La Federal Reserve l’anno scorso ha registrato una perdita operativa di 18,7 miliardi di dollari: si tratta del terzo anno consecutivo in perdita. La perdita è stata assai più contenuta rispetto al 2023 e 2024 quando la Fed aveva riportato perdite rispettivamente di 114,3 miliardi e 77,6 miliardi di dollari.

Le poste americane mercoledì hanno annunciato l’introduzione di un supplemento temporaneo sul carburante dell’8% per i pacchi e le consegne espresso per compensare l’incremento dei costi dei trasporti correlati all’aumento del prezzo del petrolio a seguito della guerra in Iran. Se approvato dalla commissione che regola i servizi postali, il supplemento entrerà in vigore il 26 aprile e resterà valido fino al 17 gennaio 2027. Lo hanno annunciato le poste americane sul loro sito web.

Le richieste di disoccupazione settimanali negli Stati Uniti sono rimaste contenute questa settimana a 210.000: le pressioni immediate sul mercato del lavoro del Paese sembrano dunque limitate.

Secondo la Bundesbank tedesca, l’economia del Paese probabilmente risulterà stagnante nel 1° trimestre.

Giovedì il British Retail Consortium ha annunciato che l’indicatore delle aspettative economiche per i prossimi tre mesi a marzo è crollato da -30 a -53, il dato peggiore da quando sono iniziate le rilevazioni a marzo 2024.

Gli Stati Uniti​ hanno presentato la loro offerta di garanzie di sicurezza per l’accordo di pace in Ucraina che dipenderebbe dalla cessione da parte di Kyiv della regione orientale del Donbas alla Russia. Lo ha comunicato il Presidente Volodymyr ‌Zelensky a Reuters.

Il rendimento dei titoli di Stato a due anni del Giappone giovedì ha toccato il livello più alto in trent’anni all’1,35%, sulla scorta dell’aumento dei costi dell’energia.

LA PROSSIMA SETTIMANA

Lunedì: indicatore della fiducia economica nell’Eurozona.

Martedì: disoccupazione, vendite al dettaglio e produzione industriale in Giappone, Pil del Regno Unito, indice dei prezzi al consumo nell’Eurozona, Pil del Canada, fiducia dei consumatori del Conference Board e sondaggio JOLTS sul turnover dei lavoratori e sui nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti.

Mercoledì: PMI manifatturieri globali, vendite al dettaglio negli Stati Uniti.

Giovedì: bilancia commerciale degli Stati Uniti.

Venerdì: festa del Venerdì Santo, PMI dei servizi e composite in Giappone, rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, PMI dei servizi e composite globali S&P.

 

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Le opinioni espresse in questo articolo sono le opinioni di MFS e possono cambiare in qualsiasi momento. Le stime non possono essere garantite.

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Fonti: MFS research, Wall Street Journal, Financial Times, Reuters, Bloomberg News, FactSet Research.

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