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Fixed Income Insights

Obbligazioni sotto i riflettori: Affrontare i mercati obbligazionari globali nel 2026

Scoprite l’approccio scelto da Pilar Gómez-Bravo, Co-CIO Fixed Income di MFS, per affrontare l’attuale contesto di mercato, che si presenta complesso e in rapida evoluzione.

AUTORE

Pilar Gomez-Bravo, CFA
Co-CIO, Fixed Income  

In breve 

  • Nell’attuale contesto di incertezza, mantenere la liquidità dei portafogli e puntare sulla diversificazione sono obiettivi fondamentali per molti investitori
  • I mercati high yield hanno registrato un miglioramento in termini di qualità e potrebbero presentare opportunità attraverso duration più brevi
  • I mercati emergenti offrono opportunità di diversificazione relativamente interessanti per gli investitori obbligazionari globali, ma è importante non perdere di vista il rischio

Nel 2026 il mercato obbligazionario presenta sia opportunità che sfide. Il panorama macroeconomico internazionale è favorevole e la propensione alla diversificazione globale sta generando maggiori opportunità al di fuori dei principali mercati. Allo stesso tempo, però, la dominanza della politica fiscale, la persistenza dell’inflazione e i rischi geopolitici, compresi gli attuali sviluppi in Medio Oriente, pongono sfide significative per gli investitori. Data la complessità dell’attuale contesto di mercato, siamo convinti che un processo di ricerca approfondito e l’enfasi sulla liquidità del portafoglio aiuteranno gli investitori a sfruttare le opportunità che potrebbero derivare dalle future anomalie di mercato.

Gestire i rischi e individuare opportunità nei mercati obbligazionari

Monitoriamo diversi rischi globali. I rischi geopolitici si stanno intensificando e al momento si riscontrano tensioni in Venezuela, in Groenlandia e in Medio Oriente, oltre alla guerra in corso tra Russia e Ucraina. Questi eventi, in particolare il conflitto con l’Iran, rischiano di destabilizzare i mercati dell’energia e le catene di approvvigionamento, e potrebbero causare un aumento dell’inflazione. Un’altra difficoltà macro è rappresentata dalla dominanza della politica fiscale nei mercati sviluppati, in particolare dall’elevato livello di debito pubblico e dalla mancanza di volontà politica di ristabilire la disciplina fiscale. Inoltre, in alcuni paesi l’inflazione rimane ostinatamente alta; ad esempio, negli Stati Uniti i costi sanitari stanno assumendo un peso sempre maggiore. A controbilanciare queste sfide, si intravedono anche alcune dinamiche macroeconomiche favorevoli: il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo le proprie aspettative di crescita globale, le banche centrali mantengono un orientamento relativamente neutrale e negli Stati Uniti si registra un andamento positivo della produttività a seguito delle consistenti spese in conto capitale private.

È ancora troppo presto per dire se le emissioni di titoli legate agli investimenti nell’IA provocheranno una bolla del credito. La reazione del mercato alle massicce emissioni delle società tecnologiche e degli hyperscaler denota un maggiore interesse da parte degli investitori, ma mette anche in luce i potenziali rischi. A nostro avviso, l’interesse per Alphabet dovrebbe concentrarsi sul raddoppio degli investimenti in conto capitale previsto per il 2026, piuttosto che sull’entità o sulla scadenza delle sue emissioni obbligazionarie. Riteniamo che il rischio maggiore per gli investitori nel credito proverrebbe da un ampliamento generalizzato degli spread, con conseguente riduzione della liquidità di mercato. Rimaniamo vigili sulle possibili ripercussioni in altri settori e seguiamo con attenzione il rifinanziamento dei prestiti con leva esistenti delle società di software.

Il ruolo di bene rifugio del mercato dei Treasury USA appare più sfumato. Se il premio a termine della curva dei Treasury riflette l’aumento del rischio, vale la pena notare che il rendimento del decennale statunitense ha dato prova di solidità rispetto ad altri grandi mercati. I requisiti per qualificare un asset come bene rifugio sono più alti che in passato in ragione del maggiore controllo degli investitori, e lo status di bene rifugio dei titoli di Stato USA dipende ora in misura crescente dalla fonte dell’incertezza. Se l’incertezza ha origine negli Stati Uniti, ad esempio a causa di blocchi dell’attività del governo o di altre misure politiche, il loro status di bene rifugio sarà compromesso. Al contrario, di fronte a problemi geopolitici o di mercato esterni, il dollaro statunitense e i titoli del Tesoro continueranno a svolgere un ruolo fondamentale grazie alla loro liquidità globale e alla loro importanza come garanzia.

Preservare la liquidità e diversificare i portafogli dovrebbero essere obiettivi prioritari per gli investitori. Prevediamo che nell’anno a venire la continua volatilità creerà anomalie di mercato. Di conseguenza, gli investitori dovrebbero cercare di mantenere nei portafogli una liquidità sufficiente per cogliere tali opportunità. È importante sottolineare che la capacità di sfruttare la diversificazione geografica e di utilizzare una selezione dei titoli di tipo bottom-up in tutti i settori e le fasce di qualità potrebbe rivelarsi cruciale per cogliere opportunità potenzialmente preziose man mano che si presentano. Ad esempio, i nostri team specializzati nel settore obbligazionario segnalano che il mercato dell’high yield statunitense offre al momento prospettive relativamente più allettanti rispetto a quello europeo, mentre le opportunità investment grade appaiono più interessanti in Europa.

Posizionamento obbligazionario globale

Nonostante il complesso panorama valutativo, stiamo individuando opportunità obbligazionarie appetibili in nuove aree geografiche e in termini di valore relativo. Tra i catalizzatori positivi figura il potenziale carry sul tratto intermedio dei mercati obbligazionari, dove gli investitori possono trovare posizioni difensive che offrono tassi di pareggio migliori e rendimenti totali positivi. Siamo convinti sostenitori della diversificazione nei mercati odierni, con gli investitori che guardano sempre più oltre i confini nazionali per individuare opportunità e gestire il rischio; in particolare, i mercati emergenti sembrano offrire potenziale valore nonostante il loro beta più elevato.

Credito corporate
Stiamo adottando un approccio prudente nei confronti del credito investment grade (IG); sottopesiamo i titoli IG europei (a causa della minore dispersione settoriale e degli spread) e il settore tecnologico statunitense (a causa delle elevate emissioni connesse all’IA). La nostra cautela rispetto all’universo IG va vista nell’ottica di preservare la liquidità dei portafogli, in attesa che eventuali anomalie forniscano punti d’ingresso più interessanti. Nel credito high yield, nonostante le valutazioni elevate, ravvisiamo titoli con caratteristiche idiosincratiche interessanti più negli Stati Uniti che in Europa. In generale, negli ultimi tempi il mercato pubblico dei titoli high yield ha registrato miglioramenti strutturali, con una quota maggiore di società di qualità superiore e un numero crescente di rating BB, poiché gli emittenti con rating più bassi si sono orientati verso i mercati dei prestiti con leva o del credito privato per finanziarsi.

Ravvisiamo opportunità allettanti nell’universo del credito cartolarizzato, dove prediligiamo i CRE CLO rispetto ai CMBS e utilizziamo i titoli pass-through di agenzie a scopo di finanziamento (ad esempio vendita di titoli ipotecari statunitensi per finanziare posizioni nei mercati high yield ed emergenti). Nell’universo dei mercati emergenti, preferiamo i titoli sovrani rispetto a quelli corporate per via delle valutazioni relative e dei vantaggi di liquidità dei primi.

Tassi
Nel 2025 abbiamo mantenuto una posizione di duration lunga, in quanto credevamo che le banche centrali globali avrebbero abbassato i tassi. Quest’anno abbiamo ridotto in misura significativa la duration, conservando una posizione lunga, e utilizziamo un approccio più bottom-up per individuare le migliori opportunità possibili. Ravvisiamo alcune di queste opportunità più nei mercati in via di sviluppo che in quelli sviluppati. Ad esempio, riscontriamo premi al rischio interessanti in Sudafrica e abbiamo individuato anomalie significative in Thailandia in seguito alle recenti elezioni. Apprezziamo inoltre i tassi reali elevati in Brasile, la stabilità in Uruguay e il modesto ciclo di allentamento in Cile. All’interno dei mercati sviluppati, deteniamo un sovrappeso di duration negli Stati Uniti, poiché riteniamo che la Federal Reserve allenterà la propria politica più di quanto scontato dal mercato, e siamo posizionati in vista di un irripidimento della curva nel Regno Unito.

Conclusioni

Siamo convinti che in questo contesto una solida piattaforma di ricerca sia cruciale e che un approccio bottom-up sia essenziale per individuare i titoli giusti in grado di generare extra-rendimenti. Concentrarsi sula diversificazione geografica, sulla liquidità del portafoglio e sulla qualità del credito può aiutare gli investitori a gestire i rischi e a sfruttare le opportunità derivanti dalle anomalie di mercato in questi tempi incerti.

 

 

Gli investimenti in obbligazioni possono perdere valore per effetto di una riduzione effettiva o percepita della qualità creditizia dell’emittente, del mutuatario, della controparte o di un altro soggetto responsabile del pagamento, della garanzia sottostante o della variazione delle condizioni economiche, politiche, specifiche dell’emittente o di altre condizioni. Alcune tipologie di strumenti obbligazionari possono essere più sensibili a tali fattori e pertanto più volatili.

Gli strumenti di debito comportano inoltre un rischio di tasso d’interesse (all’aumentare dei tassi di norma i prezzi diminuiscono). Di conseguenza, in periodi di rialzo dei tassi il valore del portafoglio può diminuire.

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