Essere prudenti significa essere consapevoli del rischio, non avversi al rischio
Riduzione del rischio grazie alle condizioni di mercato
"Perché adottate questo posizionamento così difensivo?" è una domanda che è stata spesso rivolta al team di gestione del portafoglio Prudent nel 2024.
La nostra risposta in tutto questo periodo era sempre la stessa: visto che non possiamo sapere quali saranno i rendimenti futuri dei mercati azionari, l'unica cosa che possiamo fare è guardare al passato e farci una semplice domanda: "Quando in passato è accaduto che il mercato presentasse valutazioni così elevate, quali sono stati i rendimenti nei successivi periodi a uno, tre e cinque anni?"
Naturalmente esistono diversi modi per misurare se un mercato azionario è sopravvalutato (il rapporto price/earnings (P/E) è elevato? I margini di profitto delle imprese sono gonfiati a causa di fattori ciclici? Le azioni sono convenienti rispetto a strumenti meno rischiosi come i titoli di Stato?) ma al momento, e per buona parte degli ultimi 18 mesi, il mercato azionario appare sopravvalutato in base a quasi tutti i parametri.
Un parametro che apprezziamo particolarmente è l'enterprise value/sales, che mette a confronto il valore totale di passività e capitale proprio di una società con il suo fatturato nel corso degli ultimi dodici mesi. Diversamente dal rapporto price/earnings prospettico, questo parametro non richiede stime o ipotesi sui futuri tassi di crescita o livelli di margine. Nella nostra ricerca su vari parametri finanziari abbiamo scoperto che il rapporto enterprise value/sales è quello maggiormente in grado di prevedere i rendimenti futuri (sia positivi sia negativi) del mercato azionario. Se si guarda al passato, dal 1990 l'indice S&P 500 è stato più sopravvalutato solo in due periodi: durante la bolla delle dot-com (2000) e la bolla post-COVID (2021). A titolo di confronto, e visto che la maggior parte dei commentatori finanziari si concentra esclusivamente sul rapporto price/earnings dell'indice S&P 500, abbiamo incluso il grafico che segue. Benché non altrettanto elevato quanto il rapporto enterprise value/sales, il rapporto price/earnings delinea un quadro simile: raramente i mercati azionari statunitensi sono apparsi più sopravvalutati di oggi, e storicamente hanno raggiunto i livelli di valutazione attuali verso la fine di una bolla finanziaria.
In un simile scenario, per gran parte del 2024 abbiamo ritenuto che i dati non giustificassero un aumento dell'esposizione agli asset rischiosi. Solo poche altre volte si erano visti mercati azionari così sopravvalutati, anche se i tassi d'interesse statunitensi rimanevano ai loro livelli più elevati dalla crisi finanziaria del 2009. I rendimenti potenzialmente interessanti nella nostra allocazione obbligazionaria ci consentivano di restare pazienti, posizionati in modo difensivo e di attendere che si presentassero opportunità interessanti sul fronte azionario.
L'aumento dell'incertezza crea opportunità
Essere prudenti non significa essere avversi al rischio, significa essere consapevoli del rischio. Significa anche essere flessibili e pronti a rafforzare l'esposizione azionaria nel momento in cui il profilo di rischio/rendimento migliora. L'aumento dell'incertezza ad aprile, dovuto alla politica commerciale statunitense, ha alimentato la volatilità sul mercato e la dispersione delle quotazioni. Questo tipo di volatilità crea opportunità per gli investitori prudenti, e questo è uno dei motivi principali per cui manteniamo un posizionamento difensivo con allocazioni significative in liquidità e obbligazioni a breve termine.
Siamo particolarmente consapevoli del prezzo che paghiamo per i titoli, e la flessione del mercato ad aprile ha generato opportunità interessanti in termini di rischio/rendimento in molte società che monitoriamo. In seguito alla correzione, abbiamo incrementato l'esposizione azionaria netta dopo il "Liberation Day", rafforzando le posizioni esistenti ed estendendo il nostro portafoglio azionario verso settori come tecnologia, beni strumentali per i semiconduttori, ciclici di qualità e persino energia. Tuttavia, visto il rapido recupero del mercato dalla metà di aprile, abbiamo adottato un approccio più cauto, ridimensionando molte posizioni che avevano registrato una forte ripresa ad aprile e maggio.
Il nostro obiettivo ultimo è quello di far crescere il capitale della clientela in termini reali nel tempo. Per riuscirci, manteniamo un approccio paziente e disciplinato, investendo il capitale quando emergono delle opportunità interessanti. Continuiamo a cercare attivamente queste opportunità e il nostro approccio d'investimento agile ci permette di essere pronti a sfruttarle quando si presentano.
È difficile prevedere il futuro, ma riteniamo che sia possibile prepararsi a tali evenienze; e le recenti turbolenze del mercato sottolineano l'importanza di un approccio prudente.
In qualità di investitori con un'ottica di lungo periodo, preferiamo guardare sempre avanti e ci atteniamo a un approccio improntato alla disciplina e alla diversificazione. Uno degli obiettivi della strategia consiste nel cercare di gestire il rischio di ribasso e ci concentriamo sul rendimento assoluto. Quando i prezzi correnti appaiono elevati e le performance prospettiche scarse, posizioniamo il portafoglio in chiave difensiva. Tuttavia, la recente volatilità del mercato ci ha offerto alcune opportunità idiosincratiche da società solide e di elevata qualità, con valutazioni che non si vedevano da parecchio tempo.
Riteniamo che l'investimento in società con modelli di business durevoli, sostenute da cash flow sostenibili e gestite per il successo a lungo termine genererà interessanti rendimenti corretti per il rischio per i clienti.
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