MFS Caffè 1924 - Rubrica Virtuale

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Assunta: Buongiorno a tutti e ben ritrovati a questo nuovo appuntamento con la rubrica virtuale MFS Caffè 1924, il nostro appuntamento trimestrale sull’attualità dei mercati finanziari. Anche oggi, come sempre, proveremo a farlo con un format semplice: tre domande e tre risposte, per mettere a fuoco le variabili più importanti da monitorare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

Oggi ci concentreremo su tre temi molto attuali: partiremo dall’importanza della diversificazione in un mercato ancora molto concentrato; poi passeremo all’impatto dell’intelligenza artificiale, tra investimenti fisici, inflazione e selezione dei titoli; e infine parleremo di crescita resiliente e di come individuare aziende di qualità in un contesto di leadership di mercato in evoluzione.
Io sono Assunta Siviero, Sales Director per l’Italia di MFS, e come sempre con me c’è Filippo Gaffuri, Market Consultant che collabora con il team investimenti. Buongiorno Filippo.

Filippo: Buongiorno Assunta, buongiorno a tutti e come sempre grazie per avermi coinvolto!

Assunta: Filippo, partiamo dal primo tema. In un contesto in cui le fonti di rischio sembrano essersi moltiplicate — tra geopolitica, inflazione, tensioni commerciali e incertezza fiscale — quanto è importante oggi ragionare in termini di diversificazione?

Filippo: È un punto centrale, Assunta. La diversificazione globale appare più che mai necessaria. Gli investitori devono affrontare contemporaneamente molteplici sfide e rischi: frammentazione geopolitica, aumento delle preoccupazioni fiscali, tensioni commerciali mondiali, dinamiche di inflazione persistente e pressioni demografiche. Questa prima slide (Figura 2 – Leading Indicator dell’OCSE e prospettive di crescita globale robuste) aiuta a contestualizzare il punto: i Leading Indicator dell’OCSE segnalano prospettive di crescita globale ancora robuste, ma allo stesso tempo il quadro resta attraversato da rischi macro orientati al ribasso. In diversi paesi, l’attività economica è sostenuta dalla tenuta della spesa per consumi, dalla notevole redditività delle aziende e dai robusti investimenti privati. In questo contesto, un alto grado di concentrazione su paesi o aree geografiche potrebbe rivelarsi inopportuno. Il credito globale, ad esempio, può offrire una maggiore diversificazione nell’universo obbligazionario, perché consente di investire in molteplici aree geografiche, settori ed emittenti. E il grafico successivo (Figura 4 – Volatilità del credito globale inferiore a quella dei titoli di Stato globali) è utile proprio per questo: mostra che la volatilità del credito globale è attualmente inferiore a quella dei titoli di Stato globali. Questo rende il credito globale una possibile via di mezzo: sufficientemente difensiva per aiutare ad affrontare un contesto di forte incertezza, ma al contempo ancora ben posizionata per generare reddito e opportunità selettive di rendimento totale.

Assunta: Quindi il messaggio è che diversificare oggi non significa semplicemente aumentare il numero di strumenti in portafoglio, ma cercare fonti di rendimento più ampie, più globali e meno dipendenti da un’unica area o da un unico scenario. E questo ci porta al secondo tema, perché una delle grandi forze che stanno ridisegnando mercati, investimenti e costi è proprio l’intelligenza artificiale.

Passiamo allora all’intelligenza artificiale. Spesso viene vista come una forza deflazionistica, capace di aumentare la produttività e ridurre i costi. Ma nel breve periodo il quadro sembra più complesso. Perché?

Filippo: Sì, è vero Assunta. L’intelligenza artificiale può imprimere slancio alla produttività nel tempo e probabilmente avrà effetti deflazionistici sul lungo termine. Però la realtà nell’immediato è diversa. L’adozione dell’IA su larga scala richiede infatti enormi investimenti fisici: data center, semiconduttori, memorie, generazione di energia, infrastrutture di trasmissione, sistemi di raffreddamento, terre rare, manodopera qualificata e altro ancora. La tecnologia in sé è digitale, ma le fondamenta che la sorreggono sono decisamente fisiche.

Qui il grafico (Figura 5 – Indice globale dei prezzi alla produzione in netto aumento) sull’indice globale dei prezzi alla produzione rende bene l’idea: le pressioni sui costi sono tornate a essere un elemento centrale del quadro macro. Le strozzature sul lato dell’offerta sono tornate a rappresentare una caratteristica distintiva dell’attuale contesto macroeconomico. La domanda di questi fattori produttivi sta aumentando più velocemente di quanto il mondo fisico sia in grado di assorbire, e tale squilibrio sta facendo lievitare i costi. Questo è anche uno dei principali motivi per cui i tassi d’interesse sono rimasti elevati.

Non tutte le aziende sono in grado di assorbire o trasferire questi costi all’infinito. Le aziende che controllano risorse scarse, che forniscono fattori produttivi critici o che detengono un forte potere di determinazione dei prezzi possono trovarsi in una posizione di vantaggio. Di contro, le aziende che offrono prodotti o servizi facilmente sostituibili in mercati competitivi avranno maggiori difficoltà a proteggere i margini.

Assunta: Mi sembra quindi che il punto chiave sia questo: l’IA resta un tema strutturale molto potente, ma non va guardata solo come software o produttività futura. Nel breve periodo richiede capitale, energia, infrastrutture e competenze, e questo può creare pressioni sui costi. Per gli investitori diventa quindi fondamentale distinguere tra aziende che possono beneficiare di questa scarsità e aziende che invece rischiano di subirla.

Veniamo all’ultimo tema. In un mercato in cui la leadership si è ristretta e l’attenzione degli investitori si concentra spesso su pochi temi dominanti, come si può cercare crescita senza esporsi troppo ai titoli più favoriti dal mercato?

Filippo: Qui Assunta diventa utile ragionare in termini di crescita resiliente. Questa figura (Figura 1 – Premio al rischio azionario dell’S&P 500 ai minimi degli ultimi due decenni) aiuta a visualizzare un punto importante: il premio al rischio azionario dell’S&P 500 è sui livelli più bassi degli ultimi due decenni. Quando gli investitori ricevono un minore compenso per l’assunzione del rischio di mercato generale, il costo di detenere un attivo con risultati finanziari insoddisfacenti si amplifica. Qui diventa utile ragionare in termini di crescita resiliente. Un approccio GARP, cioè crescita a prezzi ragionevoli, prevede investimenti in aziende in crescita in cui la sostenibilità degli utili, l’allocazione del capitale e le valutazioni rivestono un ruolo chiave. Questo significa concentrarsi su compounder di qualità caratterizzati da un prezzo ragionevole. È un approccio particolarmente rilevante in un mercato in cui la leadership si è ristretta, l’attenzione degli investitori si è concentrata su un gruppo limitato di temi dominanti e altre aziende di alta qualità sono finite in secondo piano. Il nuovo regime premierà probabilmente la scarsità, il reinvestimento, la resilienza e il potere di determinazione dei prezzi.

Assunta: Quindi, in sintesi, il tema non è evitare la crescita o ignorare i grandi trend strutturali, ma cercare di pagarli al prezzo giusto e affiancarli ad aziende solide, con utili sostenibili, pricing power, bilanci robusti e capacità di adattamento. È un modo per partecipare all’evoluzione del mercato senza dipendere eccessivamente da un solo tema o da un ristretto gruppo di titoli.

Filippo, grazie come sempre per questa panoramica. Abbiamo toccato tre punti molto importanti: diversificazione, impatto concreto dell’intelligenza artificiale e ricerca di crescita resiliente in un mercato in evoluzione.

Filippo: Grazie Assunta, grazie a tutti per l’ascolto e ci vediamo alla prossima occasione!

Assunta: Grazie a tutti per l’attenzione. Ci vediamo al prossimo appuntamento con MFS Caffè 1924. Buona giornata.

 

 

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