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Market Insights

I temi chiave del 2026

Il nostro team evidenzia temi importanti e opportunità di crescita che gli investitori esperti dovrebbero prendere in considerazione all'inizio del 2026.

A CURA DI : Team Market Insights 

 

SINTESI

Guardando al 2026 emergono diversi temi chiave in grado di plasmare il quadro macroeconomico e le condizioni di mercato, tra cui le misure di stimolo varate in tutto il mondo, il contesto geopolitico e l'intelligenza artificiale (IA). Negli Stati Uniti, le politiche pubbliche sosterranno la crescita economica tramite tagli dei tassi e stimoli fiscali, soprattutto nella prima metà dell'anno. Anche Europa, Cina e Giappone dovrebbero implementare programmi di stimolo fiscale, e gli asset orientati alla crescita potrebbero offrire delle opportunità nei paesi che introdurranno queste misure. I mercati risentiranno inoltre dei rischi geopolitici: lo sganciamento economico tra Stati Uniti e Cina continua a modificare le catene di approvvigionamento, mentre la corsa globale alla supremazia nell'IA e l'aumento del populismo in politica complicano ulteriormente il quadro. Le nazioni occidentali devono affrontare sfide crescenti sul fronte del debito e del deficit, che incidono sulle politiche fiscali. Sarà opportuno valutare un'eventuale enfasi sulla diversificazione e sulle aziende più resilienti.

Riteniamo che le valutazioni dell'IA rimangano generalmente ragionevoli. Nonostante l'aumento delle valutazioni delle principali aziende tecnologiche, gli attuali rapporti price/earnings restano al di sotto dei picchi della bolla dot-com e sono sostenuti da solidi fondamentali. L'IA ha un impatto trasformativo su tutti i settori, ma non bisogna abbassare la guardia a causa dei rischi legati alle previsioni eccessivamente ottimistiche sull'adozione e alle complesse modalità di finanziamento all'interno dell'ecosistema IA. Affrontiamo anche il tema dell'adozione dell'IA nelle imprese. L'IA sta ridefinendo la creazione di valore aziendale, sebbene le imprese procedano con cautela a causa delle esigenze di governance e di sicurezza. Superare le sfide culturali e legate ai dati accelererà i progressi, migliorando produttività e innovazione in settori come la sanità e la logistica. Gli investitori possono puntare su aziende con valide attività di ricerca e sviluppo e solide partnership strategiche nel campo dell'IA.

Nei primi tre trimestri del 2025, le azioni non statunitensi hanno sovraperformato i titoli USA, spinte dalla volatilità dei mercati e da un dollaro più debole. La crescita in Europa, le riforme in Giappone e l'innovazione nei mercati emergenti mettono in evidenza la portata globale delle opportunità e fanno della fase attuale un momento potenzialmente interessante per diversificare l'esposizione azionaria al di là degli Stati Uniti. Riteniamo inoltre che la diversificazione nell'obbligazionario globale sia fondamentale: la volatilità macro e la divergenza delle politiche pubbliche rendono indispensabile un approccio d'investimento globale. Gli Stati Uniti vanno incontro a diverse sfide, tra cui un dollaro più debole e l'incertezza sul piano delle politiche pubbliche, mentre i mercati emergenti e il credito globale offrono, a nostro avviso, opportunità interessanti. Riposizionare i portafogli riducendo l'esposizione agli USA e ampliando quella al credito globale e al debito dei mercati emergenti può aiutare a migliorare la diversificazione. Infine, i fondamentali del credito societario sembrano destinati a migliorare. Visti i tagli dei tassi attesi nel 2026, alcuni fattori fondamentali come gli indici di copertura degli interessi e le disponibilità liquide dovrebbero rafforzarsi, rendendo possibile una compressione degli spread creditizi simile a quella di metà anni Novanta. Riteniamo che gli investitori dovrebbero mantenere un'esposizione al credito, valutare una diversificazione a livello globale e monitorare le tensioni nel credito privato. 

Malgrado il persistere di rischi geopolitici, nel 2026 il contesto macroeconomico e di mercato dovrebbe continuare a favorire gli asset rischiosi.


L'anno delle misure di stimolo globali

Negli Stati Uniti si prevedono politiche monetarie e fiscali accomodanti nel 2026. La spinta principale arriverà dalla Fed, che ha già in programma diversi tagli dei tassi. Ma anche la componente fiscale del pacchetto di misure agirà da stimolo, in particolare nella prima metà dell'anno. Infatti la prossima primavera il One Big Beautiful Bill Act (OBBBA) dovrebbe far affluire nelle casse delle famiglie statunitensi circa 60 miliardi di dollari in rimborsi fiscali, che a nostro avviso sosterranno i consumi statunitensi. I rimborsi più elevati giungeranno dall'innalzamento del tetto fissato per la detrazione SALT, dalle detrazioni su straordinari e mance, dalla detrazione fiscale per i cittadini anziani e dall'aumento del credito d'imposta per i figli a carico. Per quanto riguarda le imprese, il sostegno arriverà principalmente sotto forma di ammortamento accelerato e detrazione immediata delle spese in attività R&S, in aggiunta ad altri sgravi fiscali minori.

Tuttavia, è probabile che le prospettive fiscali diventino più incerte nella seconda parte dell'anno. Gli impatti dei dazi restano il principale ostacolo per l'economia. Al momento, attendiamo la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti sulla validità dell'IEEPA come base per molti dei dazi imposti dal presidente Trump, e non è chiaro se il livello effettivo delle aliquote si stabilizzerà sotto i livelli attuali. Inoltre, alcuni consumatori dovranno affrontare ulteriori difficoltà, tra cui i tagli a Medicaid, le modifiche al Programma di assistenza alimentare supplementare (SNAP), i cambiamenti nei requisiti per accedere ai prestiti studenteschi e la ripresa delle riscossioni sui prestiti insoluti.

Anche in gran parte degli altri paesi verranno adottate politiche espansive. In Europa la politica fiscale subentrerà alla BCE come principale stimolo alla crescita, complice il bazooka fiscale della Germania. Ma non dimentichiamoci che l'area euro continuerà con ogni probabilità a beneficiare degli effetti ritardati dei tagli dei tassi già effettuati. Tra i paesi più attivi sul fronte degli stimoli rientra anche la Cina, dove è probabile che verranno azionate leve sia monetarie che fiscali per sostenere un'economia che resta esposta a rischi di deflazione. Per finire, in Giappone si prevede un leggero irrigidimento della politica monetaria. Tuttavia, la neo premier Sanae Takaichi sta dando priorità alla crescita economica attraverso un ambizioso piano pluriennale di spesa pubblica, che dovrebbe tradursi in un pacchetto di misure complessivamente favorevole.

    AZIONI DA CONSIDERARE 

  • Considerare di puntare sul rafforzamento dei consumi statunitensi nella prima metà del 2026. 

  • Monitorare gli sviluppi legali negli Stati Uniti per valutare l'entità dell'impatto dei dazi.

  • Valutare un'esposizione ad asset orientati alla crescita nei paesi che vareranno misure di stimolo credibili ed efficaci. 

  • Scegliere attentamente i paesi, in quanto le economie meno credibili, con ampi deficit fiscali e livelli di debito elevati, potrebbero subire pressioni al rialzo sui tassi. 

 


Gestire i rischi geopolitici 

Sganciamento USA-Cina. Il processo di sganciamento economico tra Stati Uniti e Cina continua a incidere sull'economia globale, spingendo molti paesi a confrontarsi con le conseguenze di questo cambiamento strutturale. Le recenti (benché ora sospese) restrizioni cinesi all'export di terre rare e tecnologie correlate hanno accelerato gli sforzi dei paesi occidentali per diversificare le catene di approvvigionamento di queste risorse essenziali. Per rafforzare la sicurezza nazionale ed economica, i governi si stanno concentrando sulla riduzione dei rischi in settori industriali strategici quali semiconduttori, farmaceutica, energia nucleare e tecnologia. Sebbene la tregua commerciale di un anno tra Stati Uniti e Cina offra un sollievo temporaneo, potrebbe non fornire il tempo necessario per ristrutturare integralmente le filiere produttive, con il rischio di costi di approvvigionamento più elevati a causa della priorità data all'accesso rispetto alla convenienza.

Supremazia nell'IA. La corsa globale al dominio nell'IA è destinata a trasformare numerosi settori. La capacità di produrre energia in grandi quantità e a basso costo per alimentare centri dati avanzati sarà cruciale e potrebbe portare alcuni paesi a riconsiderare i loro impegni climatici. Inoltre, l'aumento delle minacce informatiche più sofisticate richiede misure di sicurezza più solide in grado di proteggere da attacchi malevoli.

Politiche populiste. I giorni del dissidio cortese tra i partiti politici di centro-sinistra e quelli di centro-destra sembrano ormai un lontano ricordo. Il panorama politico sta cambiando ovunque: i partiti tradizionali perdono consenso e gli elettorati diventano sempre più polarizzati. Il malcontento economico, la sfiducia nelle istituzioni e le camere dell'eco dei social media amplificate dagli algoritmi stanno alimentando questa dinamica. Tra gli esempi più rilevanti figurano l'elezione del socialdemocratico Zohran Mamdani a sindaco di New York City e il primato nei sondaggi del partito UK Independence guidato da Nigel Farage nel Regno Unito. Questa crescente polarizzazione potrebbe tradursi in una maggiore volatilità nelle decisioni di politica economica.

Debito e deficit. Le nazioni occidentali, inclusi gli Stati Uniti, devono far fronte all'aumento degli oneri debitori in un contesto di forte opposizione dell'opinione pubblica alle misure di austerità. La Germania ha accantonato la sua storica prudenza fiscale per dare priorità al riarmo e alle infrastrutture, mentre il Giappone, nonostante l'elevato rapporto debito/PIL, ha adottato un'agenda economica espansiva. Sebbene sia difficile prevedere se e quando si verificherà una crisi del debito, le attuali tendenze fiscali non sono rassicuranti. 

    AZIONI DA CONSIDERARE 

  • Diversificare i portafogli su più aree geografiche e settori per mitigare i rischi. 

  • Concentrarsi su aziende resilienti e adattabili, con gruppi dirigenti validi. 

  • Chi investe in obbligazioni deve puntare sui mercati emergenti in grado di generare opportunità grazie a fondamentali fiscali più solidi.

 


Il premio sull'IA è troppo elevato?

Nonostante alcune incertezze significative, le attuali valutazioni non ci sembrano particolarmente preoccupanti. Non siamo nel 1999. I rapporti price/earnings (P/E) delle principali società tecnologiche restano ben al di sotto dei livelli raggiunti durante la bolla delle dot-com. Per esempio, il P/E prospettico di Nvidia è intorno a 28x, a fronte del 126x di Cisco nel 2000. Sebbene gli indicatori delle valutazioni siano aumentati, non hanno raggiunto un livello tale da segnalare un rischio imminente di correzione, soprattutto alla luce delle solide prospettive per gli utili. Al di là dei multipli elevati, i fondamentali delle mega cap tecnologiche sono oggi molto più robusti rispetto a un quarto di secolo fa, grazie ai bilanci solidi, ai cash flow positivi e all'elevata redditività. Inoltre, la recente impennata delle spese in conto capitale legati all'IA non ha ancora raggiunto livelli che comportano rischi macroeconomici più ampi.

A nostro avviso l'IA è trasformativa. L'intelligenza artificiale promette di aumentare la produttività e stimolare l'innovazione in numerosi settori, tra cui sanità, farmaceutica, manifattura, veicoli autonomi, robotica e logistica. I cambiamenti strutturali che l'IA potrebbe introdurre nei modelli di costo e di business finiranno verosimilmente col sostenere la redditività dei vincitori.

Ma bisogna restare vigili. Le stime sull'adozione dell'IA potrebbero rivelarsi troppo ottimistiche, per cui sussistono dubbi sul fatto che la domanda si materializzerà con la rapidità prevista. Ciò potrebbe far crollare gli investimenti e pesare fortemente sui profitti. Secondo il nostro team di investimento, OpenAI è un attore centrale nell'attuale impennata della spesa in conto capitale; di conseguenza, sarà fondamentale monitorarne l'andamento dei ricavi. La società prevede di raggiungere i 200 miliardi di dollari di ricavi entro il 2030, rispetto ai 15 miliardi attuali, ma anche una crescita così straordinaria potrebbe non coprire interamente il suo fabbisogno di finanziamento a meno che un'eventuale IPO non incontri un grande successo. Inoltre, le attuali strutture di finanziamento circolari all'interno dell'ecosistema IA – tra produttori di chip e hyperscaler – hanno destato molte perplessità, sebbene alcuni analisti ritengano che tali meccanismi siano strumenti utili per creare una domanda garantita e gestire la concorrenza.

    AZIONI DA CONSIDERARE 

  • Conoscere bene ciò che si detiene in portafoglio ed essere selettivi, perché ci saranno vincitori e vinti. 

  • Privilegiare l'esposizione a società che presentano caratteristiche di qualità sostenibili e una clientela diversificata. 

  • Adottare un approccio d'investimento diversificato come strategia di gestione del rischio legato all'IA.

 


Dal clamore alla realtà: in che modo l'adozione dell'IA nelle imprese può generare rendimenti per gli investitori

L'intelligenza artificiale non è solo un'evoluzione tecnologica ma rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui le aziende creano valore. La sua diffusione in tutti i settori sta ridefinendo i flussi di lavoro, favorendo l'innovazione, promuovendo la produttività e sbloccando opportunità di crescita. Comprendere l'ampiezza e la profondità dell'impatto dell'IA è a nostro avviso essenziale per posizionare i portafogli in modo da coglierne il potenziale di crescita a lungo termine. 

L'adozione dell'IA da parte delle imprese è un percorso complesso, caratterizzato da enormi promesse ma anche da ostacoli significativi. Mentre le applicazioni IA rivolte ai consumatori hanno segnato rapidi progressi, le aziende procedono con maggiore cautela, spinte dall'esigenza di assicurare una governance, sicurezza e tutela dei dati solide. Questi aspetti sono fondamentali in settori come la finanza e la sanità, dove la conformità normativa e le considerazioni etiche sono imprescindibili. Affidabilità e prevedibilità dei risultati sono fondamentali: strumenti di IA che rischiano di compromettere l'esperienza del cliente o la reputazione dell'azienda (per esempio chatbot che raccomandano concorrenti) sono inaccettabili. È questo il motivo per cui le imprese stanno adottando le nuove tecnologie più lentamente rispetto ai consumatori. Tuttavia, la storia insegna che una volta superate le barriere iniziali i progressi accelerano. Le aziende che riescono a integrare l'IA in modo efficace possono migliorare l'efficienza automatizzando attività ripetitive, ottimizzando le catene di fornitura e migliorando i processi decisionali. Possono inoltre stimolare l'innovazione, sviluppare nuovi prodotti e conquistare quote di mercato reagendo più rapidamente ai cambiamenti.

Molte organizzazioni devono svolgere un importante lavoro preliminare prima di poter implementare soluzioni di IA. Sfide come la "prontezza" dei dati, i vecchi sistemi informatici e la resistenza culturale rallentano l'avanzamento. Questo spiega perché molti progetti pilota non riescono a passare alla fase di produzione – un fenomeno comune quando si tratta di tecnologie realmente trasformative. Riteniamo che su un orizzonte di tre-cinque anni sia da mettere in conto qualche passo indietro prima che si possano realizzare guadagni relativamente cospicui.  

Nonostante le sfide all'orizzonte, l'impatto trasformativo dell'IA è già evidente in molti settori. Testimonianze raccolte sul campo indicano che le aziende che utilizzano agenti IA per il coding stanno aumentando da cinque a dieci volte la produttività degli sviluppatori software, spingendo alcuni a rivedere i propri piani di assunzione. In quanto tecnologia trasversale, l'IA è destinata a permeare ogni aspetto dell'attività d'impresa, generando benefici diffusi per l'economia grazie a una maggiore efficienza e competitività. A nostro avviso, settori come sanità, finanza, manifattura e logistica sono quelli che meglio si prestano a essere trasformati dall'IA, laddove innovazioni come la diagnostica basata sull'IA, il trading algoritmico e l'autonomia delle filiere produttive stanno ridefinendo interi comparti. Riteniamo che le aziende con piattaforme scalabili, dati proprietari e partnership solide abbiano maggiori probabilità di prosperare, mentre quelle che rimangono indietro rischiano l'obsolescenza.

    AZIONI DA CONSIDERARE 

  • Concentrarsi su aziende innovative la cui spesa in R&S viene destinata ai progressi nell'IA e che dispongono di partnership strategiche in grado di fare leva sui dati proprietari per generare efficienze. 

  • Puntare sui settori in cui l'adozione dell'IA rafforza i margini grazie al pricing power, non su quelli in cui l'aumento dell'efficienza viene trasferito ai clienti.

 


Pensa globale, investi globale

Nell'ultimo decennio, le azioni statunitensi hanno dominato i mercati, arrivando a rappresentare oltre il 60% del valore azionario globale grazie alla spinta dei Magnifici 7, mentre le azioni non statunitensi sono rimaste indietro.1 Ma il 2025 ha ribaltato la situazione: per la prima volta da anni, le azioni internazionali stanno sovraperformando quelle statunitensi, sospinte dall'aumento della volatilità nel mercato USA e dall'indebolimento del dollaro. Visto che sono in azione alcuni fattori catalizzatori chiave, riteniamo che questo possa essere un momento favorevole per diversificare investendo nelle azioni globali (Stati Uniti esclusi).

Le riforme strutturali e fiscali sono destinate a stimolare la crescita e ad aumentare i profitti. In tutta Europa, l'aumento della spesa per la difesa e per le infrastrutture sostiene la crescita, mentre le riforme strutturali in corso – tra cui l'unione del risparmio e degli investimenti e gli incentivi fiscali favorevoli – mirano a trattenere capitali e incoraggiare gli investitori europei a perseguire strategie d'investimento più ambiziose. In Giappone, le riforme favorevoli agli azionisti e le ingenti riserve di liquidità dovrebbero sostenere la redditività del capitale, imprimendo slancio alla crescita dei dividendi e ai buyback. Nel frattempo, i mercati emergenti stanno portato avanti l'innovazione in ambiti come l'IA, l'industria manifatturiera e le energie rinnovabili, mentre un dollaro statunitense più debole attira capitali e sostiene la domanda di materie prime.

La diversificazione dei ricavi offre un certo grado di protezione dall'aumento dei costi legato ai dazi e dall'indebolimento del dollaro. Le aziende non statunitensi generano meno del 20% dei ricavi negli StatiUniti, per cui sono relativamente protette dall'impatto dei rincari associati ai dazi.2 Inoltre, l'esposizione limitata dei ricavi agli USA contribuisce a proteggere gli utili dalle fluttuazioni valutarie.

Il divario di valutazione tra azioni statunitensi e non può ridursi, e potrebbe dunque essere il momento giusto per entrare nelle azioni internazionali. Attualmente, i titoli non statunitensi scambiano quasi due deviazioni standard al di sotto della loro media di lungo periodo, uno sconto significativo rispetto alle azioni USA.3 In prospettiva, la crescita degli utili di Europa e Giappone dovrebbe irrobustirsi e contribuire a colmare il divario in termini di utili e valutazioni rispetto agli Stati Uniti.

    AZIONI DA CONSIDERARE 

  • Nell'azionario europeo, prendere in considerazioni banche e industria: le banche sembrano destinate a mantenere la loro sovraperformance grazie al miglioramento della crescita dei prestiti, mentre le aziende industriali dovrebbero beneficiare dell'aumento degli investimenti infrastrutturali. 

  • Cercare possibili opportunità nelle aziende giapponesi sottovalutate, che appaiono ben posizionate per trarre vantaggio da politiche favorevoli agli azionisti e da un contesto economico in rafforzamento. 

  • Nei mercati emergenti la selezione dei titoli è fondamentale e bisogna prediligere le aziende che guidano i progressi tecnologici e l'evoluzione delle filiere produttive, in particolare a Taiwan, in Corea del Sud e in Cina.

 


Investitori senza frontiere nell'obbligazionario

I vantaggi della diversificazione globale non sono mai stati così netti. Pensiamo alle sfide che gli investitori globali devono affrontare: volatilità macroeconomica, incertezza sulle misure politiche, complessità, contesto geopolitico e tecnologie dirompenti. Un approccio d'investimento globale appare necessario non solo in un'ottica di gestione del rischio, ma anche per cogliere opportunità interessanti in altre parti del mondo.

Lo sganciamento macro dischiude più opportunità agli investitori globali. Stiamo vivendo un livello insolito di divergenza macroeconomica globale. Per cominciare, le politiche monetarie della Fed e della BCE non sono sincronizzate. Mentre la Fed è probabile che tagli i tassi in modo significativo nei prossimi 12 mesi, il ciclo di allentamento della BCE potrebbe essersi già concluso. Questo ha implicazioni sia per i mercati valutari sia per il posizionamento sulla duration globale. Ai rischi al ribasso cui è soggetta la crescita negli Stati Uniti fa da contraltare una ripresa nell'area euro, mentre i mercati emergenti sono il principale motore della crescita globale. A nostro avviso, solo un approccio globale può sfruttare appieno questa differenziazione nei fondamentali macro.

L'eccezionalismo statunitense è stato messo in discussione. Sebbene gli Stati Uniti restino il mercato più importante, sono diventati anche una delle principali fonti di volatilità macro e di incertezza sulle misure politiche, come dimostrato dalle continue pressioni politiche esercitate sulla Fed. Questo, insieme ad altri fattori, ha contribuito a spingere al ribasso il dollaro. Allo stesso tempo, il mercato dei Treasury statunitensi ha perso parte delle sue caratteristiche di bene rifugio dopo gli shock di avversione al rischio che hanno avuto origine proprio negli Stati Uniti. La prospettiva di un indebolimento del dollaro, unitamente alle preoccupazioni riguardo alle politiche macroeconomiche degli USA, rafforza la tesi a favore di un ribilanciamento dei portafogli con riduzione dell'esposizione agli Stati Uniti. 

Il contesto internazionale offre molte opportunità interessanti. Vista la resilienza dei fondamentali macro globali, riteniamo che il credito globale abbia ottime probabilità di registrare performance positive nel prossimo futuro. Al contempo, i mercati emergenti dovrebbero continuare a beneficiare dei solidi fondamentali macro, delle valutazioni dei rendimenti interessanti e delle pressioni al ribasso sul dollaro USA, sebbene la selettività sia fondamentale (Figura 5). Infine, per gli investitori con una maggiore tolleranza al rischio, l'high yield globale e il debito in valuta locale dei mercati emergenti sembrano offrire un'alternativa relativamente interessante al rischio azionario a fronte di una volatilità più contenuta.

    AZIONI DA CONSIDERARE 

  • Privilegiare un approccio globale agli investimenti a fronte della crescente divergenza macro e del difficile contesto di mercato. 

  • Valutare un ribilanciamento con riduzione dell'esposizione agli Stati Uniti per sfruttare le prospettive negative sul dollaro USA. 

  • Approfittare della diversificazione offerta da asset class come il credito globale e il debito dei mercati emergenti.

 


Credito societario pronto a correre come nel 1996  

I fondamentali del credito sembrano destinati a migliorare nel 2026. Le solide performance del credito societario nel 2025 sono state trainate dai tassi di rendimento interessanti, ma nel 2026 l'attenzione dovrebbe spostarsi verso un miglioramento dei fondamentali. Con le banche centrali – inclusa la Fed – che continuano a tagliare i tassi, i tassi di rendimento globali stanno diminuendo, riducendo in parte l'appeal delle obbligazioni. Tuttavia, i rendimenti più bassi permetteranno alle società di rifinanziare ed emettere debito a condizioni più favorevoli, alleviando le pressioni sui bilanci generate dai tassi elevati. Indicatori fondamentali chiave come la spesa per interessi, le disponibilità di cassa e gli indici di copertura degli interessi dovrebbero migliorare. È tuttavia opportuno rimanere cauti sui fondamentali del credito privato, poiché in alcune aree stanno emergendo segnali di crescenti tensioni. 

I tagli dei tassi ideali per il credito societario. Per capire come potrebbero evolvere questi indicatori durante un ciclo di riduzione dei tassi, abbiamo calcolato la media delle variazioni storiche a 12 mesi di questi parametri fondamentali rispetto alla variazione a 12 mesi dei Fed Fund (Figura 6). Storicamente, i fondamentali societari hanno mostrato il miglioramento più marcato quando i tassi di riferimento scendono dell'1-2%; con riduzioni inferiori, non sembrano esserci abbastanza incentivi per le aziende a rifinanziare, mentre cali di maggiore entità potrebbero segnalare tagli motivati da forti preoccupazioni della Fed e rischi recessivi più elevati. Alla luce delle recenti variazioni dei tassi, riteniamo che l'attuale contesto corrisponda allo scenario dell'1-2%. Ci troviamo probabilmente in una fase di aggiustamento di metà ciclo e di normalizzazione della politica monetaria, non in una situazione di emergenza.  

È come se fossimo tornati a metà anni '90, quando la compressione degli spread era sostenuta dall'impatto positivo dei tagli dei tassi. L'attuale contesto di mercato assomiglia molto a quello di metà anni '90, quando un aggiustamento di metà ciclo da parte della Fed nel 1995 contribuì a rafforzare i fondamentali e permise alle obbligazioni societarie di scambiare su spread molto compressi per un periodo prolungato. Nel 2026 le politiche macroeconomiche potrebbero nuovamente contribuire a rendere più solidi i fondamentali societari, e questo, a nostro avviso, contribuirà a sostenere le valutazioni societarie già elevate. 

    AZIONI DA CONSIDERARE 

  • Mantenere l'esposizione al credito, poiché il miglioramento dei fondamentali societari può contribuire alla compressione degli spread. 

  • Oltre agli Stati Uniti, considerare un aumento dell'esposizione al credito globale per ottimizzare la diversificazione internazionale.

  • Continuare a monitorare i segnali di crescenti tensioni fondamentali in alcune aree del credito privato.

 

 

 

 

Le opinioni espresse nel presente documento sono quelle di MFS Strategy & Insights Group (SAIG), un'entità interna alla divisione distribuzione di MFS, e possono differire da quelle dei gestori di portafoglio e degli analisti di ricerca di MFS. Queste opinioni sono soggette a variazioni in qualsiasi momento e non vanno considerate alla stregua di una consulenza di investimento fornita dal Consulente, di una raccomandazione di titoli o di un'indicazione delle intenzioni di trading per conto di MFS.

 1Fonte: FactSet, capitalizzazione di mercato dell'S&P 500 divisa per la capitalizzazione di mercato dell'MSCI ACWI. Al 31 ottobre 2025.

 2Fonte: FactSet, al 31 ottobre 2025. Società non statunitensi: società incluse nell'indice MSCI ACWI ex-USA.

3 Fonte: FactSet, al 31 ottobre 2025. Sconto valutativo = P/E prospettico MSCI ACWI ex-USA (azioni non statunitensi) diviso per P/E prospettico S&P 500 (azioni statunitensi) meno 1. P/E prospettico per i prossimi dodici mesi. La media a lungo termine e la deviazione standard si basano su dati mensili relativi a un periodo di 20 anni conclusosi il 31 ottobre 2025.

4Fonte: FactSet. Al 31 ottobre 2025. Mid cap = indice Russell Midcap. Aspettative di crescita dell'utile per azione (EPS) nel 2026 = variazione su base annua tra le stime EPS per il 2025 e quelle per il 2026.

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