MFS Caffè 1924 - Rubrica Virtuale
Un appuntamento trimestrale sull’attualità dei mercati. 3 domande con 3 risposte per identificare le variabili chiave da monitorare.
Assunta: Buongiorno e ben ritrovati alla rubrica virtuale MFS Caffè 1924. Un appuntamento trimestrale sull’attualità dei mercati. 3 domande con 3 risposte per identificare le variabili chiave da monitorare. Oggi ci concentreremo su tre temi: misure di stimolo globali, intelligenza artificiale e pensa globale, investi globale. Sono Assunta Siviero, Sales Director per l’Italia di MFS e come di consueto sono molto lieta di avere con me il collega Filippo Gaffuri, Market Consultant che collabora col team investimenti per fare un pò di luce su quanto sta accadendo sui mercati. Buongiorno Filippo!
Filippo: Buongiorno a te Assunta, buongiorno a tutti voi e grazie come sempre per l’invito!
Assunta: Partiamo dal primo tema: le misure di stimolo globali. La percezione è che nel 2026 vedremo riallineamenti importanti sia sul fronte dei tassi che su quello fiscale, con impatti che possono variare da paese a paese. Cosa ci dobbiamo aspettare e dove potremmo vedere le opportunità più interessanti?
Filippo: In primo luogo, negli Stati Uniti, la combinazione di politica monetaria e fiscale appare favorevole nella prima metà dell’anno. Negli Stati Uniti si prevedono, infatti, politiche monetarie e fiscali accomodanti nel 2026. E un tassello concreto sarà l’effetto del provvedimento OBBBA: il One Big Beautiful Bill Act (OBBBA) dovrebbe far affluire nelle casse delle famiglie statunitensi circa 60 miliardi di dollari in rimborsi fiscali, che a nostro avviso sosterranno i consumi statunitensi.
In Europa, la spinta sarà più fiscale: la politica fiscale subentrerà alla BCE come principale stimolo alla crescita, complice il bazooka fiscale della Germania. Tra i paesi più attivi sul fronte degli stimoli rientra anche la Cina, dove è probabile che verranno azionate leve sia monetarie che fiscali per sostenere un'economia che resta esposta a molti rischi di deflazione. E sul Giappone, la traiettoria resta pragmatica: prevediamo cioè un leggero irrigidimento della politica monetaria. Tuttavia, la neo premier Sanae Takaichi sta dando priorità alla crescita economica attraverso un ambizioso piano pluriennale di spesa pubblica, che dovrebbe tradursi in un pacchetto di misure complessivamente favorevole.
Detto questo, rimane un fattore di incertezza che condiziona il quadro: gli impatti dei dazi. La decisione sulla validità dell’IEEPA come base per i dazi è ancora attesa, e non è detto che le aliquote si stabilizzino rapidamente. Sul piano operativo, Assunta, significa che nei primi mesi del 2026 ha senso considerare un posizionamento pro-ciclo dove le misure sono credibili, mantenendo però una forte selettività su Paesi e settori, e monitorando l’evoluzione dei dazi. Come riferimento visivo, questa slide (“Deficit pubblici stimati per il 2026”) aiuta a visualizzare le differenze di spazio fiscale tra aree, utile per la selezione Paese.
Assunta: Bene, quindi spinta agli stimoli nella prima parte dell’anno, ma con l’attenzione al tema dazi che resta un po’ la variabile esogena. Direi che la selettività a livello geografico è fondamentale per intercettare gli stimoli più credibili ed efficaci.
Passiamo al secondo tema di oggi... intelligenza artificiale. Tanti ci chiedono se le valutazioni siano sostenibili e quali siano i veri ostacoli all’adozione nelle imprese. Come possiamo inquadrare il fenomeno in ottica investimento?
Filippo: L’IA resta un tema trasformativo, ma da affrontare con disciplina. Sul fronte valutazioni, il quadro appare chiaro: non siamo nel 1999. I rapporti price/earnings delle principali società tecnologiche restano ben al di sotto dei livelli raggiunti durante la bolla delle dot-com. Un confronto emblematico: il P/E prospettico di Nvidia è intorno a 28x, a fronte del 126x di Cisco nel 2000. E questa slide “NVIDIA vs. CISCO” (Figura 2) aiuta molto a mettere in prospettiva i cicli. Quanto all’impatto economico, l’IA promette di aumentare la produttività e stimolare l'innovazione in numerosi settori, tra cui sanità, farmaceutica, manifattura, veicoli autonomi, robotica e logistica. In parallelo, sul terreno dell’adozione aziendale, c’è del lavoro da fare: molte organizzazioni devono svolgere un importante lavoro preliminare prima di poter implementare soluzioni di IA. Sfide come la 'prontezza' dei dati, i vecchi sistemi informatici e la resistenza culturale rallentano l'avanzamento.
A livello micro, vediamo segnali tangibili: le aziende che utilizzano agenti IA per il coding stanno aumentando da cinque a dieci volte la produttività degli sviluppatori software, che ha impatti diretti su costi e time-to-market. Ma serve vigilanza perché le stime sull'adozione dell'IA potrebbero rivelarsi troppo ottimistiche, anche per via di complesse modalità di finanziamento all'interno dell'ecosistema IA. Come supporto visivo della diffusione per settore, la Figura 3 (“Percentuale di aziende nei settori S&P 500 con vantaggi quantificabili dall’IA”) mostra come tecnologia e servizi di comunicazione guidino, seguite da finanza e beni voluttuari.
Assunta: Chiaro, quindi valutazioni mediamente più ragionevoli rispetto al passato, impatto trasversale su settori chiave e un’adozione che richiede infrastruttura, governance e dati proprietari. Direi che la parola d’ordine è selezionare qualità e partnership strategiche, evitando di generalizzare.
Arriviamo al terzo tema.... “pensa globale, investi globale”. Perché oggi è così importante ridurre la concentrazione sugli Stati Uniti e adottare un approccio globale? Dove vediamo le opportunità più convincenti?
Filippo: Perché il contesto macro e di mercato lo richiede, Assunta. In primis, i vantaggi della diversificazione globale non sono mai stati così netti. Stiamo vivendo un livello insolito di divergenza macroeconomica globale. Per esempio, le politiche monetarie della Fed e della BCE non sono sincronizzate. Mentre la Fed è probabile che tagli i tassi in modo significativo nei prossimi 12 mesi, il ciclo di allentamento della BCE potrebbe essersi già concluso. E qui la conseguenza pratica è evidente: solo un approccio globale può sfruttare appieno questa differenziazione nei fondamentali macro.
Sul fronte Stati Uniti, l'eccezionalismo statunitense è stato messo in discussione. Questo, insieme a fattori politici e di policy, ha contribuito a spingere al ribasso il dollaro. In effetti, la prospettiva di un indebolimento del dollaro, unitamente alle preoccupazioni riguardo alle politiche macroeconomiche degli USA, rafforza la tesi a favore di un ribilanciamento dei portafogli con riduzione dell'esposizione agli Stati Uniti. E la storia recente lo conferma: per la prima volta da anni, le azioni internazionali stanno sovraperformando quelle statunitensi, spinte da maggiore volatilità nel mercato USA e da un dollaro più debole. Dal punto di vista valutativo, attualmente, i titoli non statunitensi scambiano quasi due deviazioni standard al di sotto della loro media di lungo periodo, uno sconto significativo rispetto alle azioni USA. La Figura 4 (“Le azioni non statunitensi fanno meglio nel 2025”) illustra bene questa dinamica.
Operativamente, questo si traduce in tre linee guida. Primo, Europa: nell'azionario europeo, prendere in considerazioni banche e industria: le banche sembrano destinate a mantenere la loro sovraperformance grazie al miglioramento della crescita dei prestiti, mentre le aziende industriali dovrebbero beneficiare dell'aumento degli investimenti infrastrutturali. Secondo, Giappone: cercare possibili opportunità nelle aziende giapponesi sottovalutate, che appaiono ben posizionate per trarre vantaggio da politiche favorevoli agli azionisti e da un contesto economico in rafforzamento. Terzo, mercati emergenti: nei mercati emergenti la selezione dei titoli è fondamentale e bisogna prediligere le aziende che guidano i progressi tecnologici e l'evoluzione delle filiere produttive, in particolare a Taiwan, in Corea del Sud e in Cina.
Sul fronte obbligazionario, vista la resilienza dei fondamentali macro globali, riteniamo che il credito globale abbia ottime probabilità di registrare performance positive nel prossimo futuro. Allo stesso tempo, i mercati emergenti dovrebbero continuare a beneficiare dei solidi fondamentali macro, delle valutazioni dei rendimenti interessanti e delle pressioni al ribasso sul dollaro USA, sebbene la selettività sia fondamentale. Per chi ha una maggiore tolleranza al rischio, l'high yield globale e il debito in valuta locale dei mercati emergenti sembrano offrire un'alternativa relativamente interessante al rischio azionario a fronte di una volatilità più contenuta.
Assunta: Perfetto, quindi “pensa globale, investi globale” oggi significa sfruttare la divergenza macro tra aree, valutazioni più interessanti fuori dagli USA e un dollaro meno forte. E, operativamente, puntare su Europa (banche e industria), Giappone pro-azionisti e una selezione molto attenta nei mercati emergenti, con credito globale e debito EM come strumenti di diversificazione.
Mantenersi concentrati, attenti ai rischi potenziali e flessibili nelle strategie d'investimento è fondamentale per affrontare con successo i cambiamenti delle dinamiche di mercato. Ancora grazie mille Filippo per il tuo contributo molto esaustivo e per averci aiutato a fare chiarezza su alcune tematiche decisamente attuali!
Filippo: Grazie a te Assunta, come sempre, per avermi coinvolto e grazie a voi a per l’ascolto. Alla prossima!
Assunta: E con tutti voi, ci vediamo al prossimo appuntamento con MFS Caffè 1924.
Grazie e buona giornata!"
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